[Recensione] Harry Potter 8 e la Maledizione dell’Erede – J. K. Rowling

Titolo: Harry Potter e la Maledizione dell’Erede

Autore: J. K. Rowling – John Tiffany – Jack Thorne

Editore: Salani

Genere: Urban Fantasy

Serie: Harry Potter #8

Anno di uscita: 2016

Se anche voi come me siete cresciuti insieme a Harry Potter, siete grandi fan dalla saga, avete visto tutti i film e letto tutti i libri, sicuramente sarete stati colti da questo dilemma: leggere o non leggere La Maledizione dell’Erede? La storia si è conclusa diversi anni fa. Non sarà una forzatura per continuare a speculare sul mago più famoso del mondo? Mi rovinerà l’opinione della serie o la completerà? Scopritelo continuando a leggere 😉

Harry Potter e la Maledizione dell’Erede riprende la storia dove l’avevamo lasciata, sul binario 9 e ¾ dell’Hogwarts Express. Troviamo Harry e Ginny con i loro figli, James, Albus e Lily, e Ron e Hermione con la figlia Rose. È la prima volta per Albus e, come suo padre prima di lui, è terrorizzato all’idea di poter diventare un Serpeverde. Sul treno incontra Scorpius Malfoy, figlio di Draco, con il quale lega fin da subito, perdendo per questo l’amicizia della cugina Rose. Giunti finalmente a Hogwarts, è il momento dello smistamento e il Cappello Parlante assegna Albus a Serpeverde. Da questo momento gli anni corrono veloci e si vede come, con il passare del tempo, Albus diventi sempre più freddo nei confronti della sua famiglia e in particolare con il padre, con il quale non riesce a instaurare un legame e a trovare un dialogo. La svolta si verifica quando, una sera, Amos Diggory  bussa a casa Potter, dicendo di essere a conoscenza che il Ministero della Magia è in possesso di una Giratempo (nonostante fossero andate tutte distrutte in seguito alla battaglia nel Dipartimento dei Ministeri). Chiede quindi a Harry di tornare indietro nel tempo, a salvare Cedric, che tuttavia non accetta, temendo per le conseguenze che potrebbe avere una simile impresa. Ma Albus, che ha sentito tutta la conversazione, prende una decisione che potrebbe cambiare la storia che noi tutti conosciamo.

AMOS: “Perché? Perché volete correre dei rischi? Che cosa ve ne viene?” ALBUS: “So cosa vuole dire essere l’altro. Suo figlio non meritava di essere ucciso signor Diggory. La possiamo aiutare a riaverlo.”

RECENSIONE

Ok ci siamo. Sto guardando questa pagina vuota da due ore ormai e nonostante ciò non riesco a scrivere; questo perché non sono ancora sicura dell’idea che ho di questo libro, sono così combattuta. Così inizierò con il consigliare ai maghi in lettura di farsi un po’ di cultura babbana, perché tutto ciò che succede in La Maledizione dell’Erede non sarebbe mai successa se avessero guardato “Ritorno al Futuro”! Eppure, nonostante questo, l’espediente dei viaggi nel tempo probabilmente è l’unica cosa che rende consigliabile la lettura del libro.

In questo ultimo capitolo, infatti, la sensazione è quella di conoscere già la storia. Lasciamo stare la prima parte, che racconta una scena già presente nel libro precedente, ma che potrebbe essere un buon espediente per dare una continuità a questo sequel. In ogni caso le numerose rievocazioni di imprese o eventi passati, citati dai libri di storia, e il fatto che buona parte del libro si svolga o interessi il Torneo Tremaghi di Harry Potter 4, danno l’impressione di sapere troppe cose e che nulla ci possa più sorprendere. A questo si possono poi benissimo aggiungere comportamenti estremamente familiari, come Albus e Scorpius che si incontrano e mangiano i dolci durante il loro primo viaggio verso Hogwarts, con una Rose che ci ricorda tantissimo la madre nell’andarsene e lasciarli soli; l’espediente della pozione Polisucco per entrare nel Ministero; la lunga coda di cavallo di Malfoy senior… insomma avete capito.

In questo contesto, i continui viaggi indietro e avanti nel tempo per cercare di risolvere i problemi che sorgono di volta in volta, rendono la narrazione più viva e interessante. E come spesso accade in questi casi, il lettore è straziato da sentimenti contrastanti: la storia che conosceva e che ha amato negli anni non esiste più e viene messa in discussione, tutto perde di significato. Da un lato c’è l’interesse verso questa nuova versione dei fatti, dall’altra il lettore impreca (mentalmente) contro i personaggi, che stanno incasinando tutto e non vede l’ora che ogni cosa torni al posto giusto. Sicuramente un bell’espediente per tenere i fan attaccati alle pagine.

I personaggi storici di Harry Potter tornano tutti o quasi, ma sono diversi, cresciuti ovviamente, ma fa davvero strano vederli in queste nuove vesti. Harry e Hermione sono diventati pezzi grossi del Ministero, lei addirittura il Ministro della Magia. Ron, invece, diventa poco più che una comparsa, anche un po’ patetico a volte, con il suo lavoro nel negozio di scherzi del fratello e la sua incapacità di fare un discorso serio, e sembra che l’unica cosa buona che abbia fatto sia stata il matrimonio con Hermione (durante il quale era ubriaco tra l’altro). E ancora più strana è la loro collaborazione con Draco, anche se comprensibile in un’ottica di un obiettivo comune.

La vera novità gradita di quest’ultimo capitolo sono sicuramente i personaggi di Albus Severus e Scorpius (probabilmente i due personaggi con i nomi più brutti, poverini), così diversi tra loro, ma capaci di migliorarsi a vicenda. Da un lato troviamo Albus, con una famiglia potente e famosa alle spalle, che sente il peso delle aspettative che gli altri hanno verso di lui e che crede che non riuscirà mai ad uscire dall’ombra del padre. Dall’altra Scorpius (il personaggio migliore a mio parere), che nonostante la vita sia stata ingiusta con lui, riesce a vedere il lato positivo delle cose, è pieno di ironia e un po’ timoroso, ma sempre fedele all’amicizia.

“Vuoi fare cambio con me? La gente ti guarda perché tuo padre è il famoso Harry Potter, salvatore del mondo magico. E guarda me perché pensano che mio padre sia Voldemort. Voldemort.[…]Riesci a immaginare che cosa vuol dire? Ci hai mai provato? No. Perché non vedi al di là del tuo naso. Perché non vedi al di là della tua stupida questione con tuo padre. Sarà sempre Harry Potter, lo sai, no? E tu sarai sempre suo figlio. E lo so che è difficile e gli altri ragazzi sono tremendi, ma devi imparare a conviverci, perché… perché c’è di peggio, va bene?”

Voto:stelle-dopo-di-te

Consigliato: NI

Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è la trasposizione scritta di un’opera teatrale e come tale ha una struttura colloquiale, con appunti che fanno capire espressioni e contesto. Richiede immaginazione, ma allo stesso tempo risulta estremamente scorrevole, con scene anche brevi di poche pagine, ma ricche di avvenimenti, che ti fanno pensare “leggo ancora una scena e poi smetto” ogni volta che ne termini una. Perciò se siete grandi fan della saga vi consiglio questa lettura interessante: vi prometto che non inciderà negativamente sul vostro giudizio. Se Harry Potter non vi ha mai preso così tanto, dubito ci riuscirà con questo libro, quindi forse vi indirizzerei su altre letture.

Vorrei aggiungere solo una cosa riguardo alla traduzione: chi ama Harry Potter conosce sicuramente i nomi dei personaggi in tutte le lingue del mondo. Ma non è carino dopo 7 libri e 8 film trovare che alcuni personaggi abbiano cambiato il nome assumendo quello originale (prof.sa McGonagall e Neville Longbottom) mentre altri no (Piton e Silente). Sarebbe stato gradita un po’ più di attenzione a questi dettagli, che comunque non influenzano troppo il giudizio dell’opera in generale.

nessie

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