This is Halloween #1 – I due racconti più terrificanti di Edgar Allan Poe

Buona serata cari lettori! Halloween sta arrivando! Siete pronti? 🙂 Apposta per l’occasione, abbiamo creato questa nuova rubrica This is Halloween, da Nightmare Before Christmas, dove ognuna di noi condividerà con voi letture e recensioni che vi aiuteranno ad entrare nello spirito di questa spaventosa festa!


Halloween è finalmente alle porte e, a parer mio, non c’è niente di meglio che dedicarsi a qualche lettura a tema!

Se siete dei fan delle storie di paura e vi piace provare dietro al collo quella sensazione di pelli rizzati, allora non potrete lasciarvi sfuggire una delle raccolte di storie horror più riuscita nella storia della letteratura! Sto parlando dei “Racconti del terrore” di Edgar Allan Poe, un vero maestro in questo genere. Tra questi, alcuni racconti sono molto famosi, come “Il pozzo e il pendolo” o “Il corvo“. Per questa occasione speciale, però, preferirei parlarvi dei miei racconti preferiti, per i quali ho fatto le illustrazioni  =)

Il Barile d’Amontillado

E’uno dei miei racconti preferiti, di certo non è una favoletta da raccontare ai bimbi prima di metterli a letto (come invece hanno fatto con me), ma merita assolutamente.

Il Barile d'Amontillado
“Fortunato nelle catacombe”-incisione ad acquatinta- Giordka

Il racconto narra le vicende di Montresor, uomo di buona famiglia che ci racconta come si vendicò di Fortunato, suo amico che, oltre a burlarsi continuamente di lui, arrivò anche ad insultarlo. La vendetta è sicuramente un piatto che va servito freddo per Montresor, che attua la sua vendetta il giorno di carnevale. Informa infatti il suo vecchio amico, gran conoscitore di vini italiani, di aver ricevuto quel giorno stesso un barile d’Amontillado, un vino pregiatissimo difficile da reperire, soprattutto il giorno del gran carnevale! Fortunato rimane allibito e Montresor gli propone di scendere nelle sue catacombe insieme a lui per sincerarsi di non essere stato truffato. Ovviamente si tratta di un’occasione imperdibile per Fortunato che, infatti, non esita ad accettare nonostante la sua forte tosse. Ed è così che, inoltrandosi sempre più giù nelle catacombe, offrendo bicchieri di vino in continuazione a Fortunato, Montresor attuerà la sua terribile vendetta.

“Bevi” dissi, presentandogli il vino. Egli lo portò alle labbra con un ghigno, poi fece una pausa e mi salutò con un cenno amichevole, mentre i suoi campanelli tintinnavano. “Bevo” disse “ai sepolti che riposano intorno a  noi!”

“Ed io, alla tua lunga vita”.

Il Cuore Rivelatore

Ed eccoci al mio racconto preferito, sicuramente alcuni di voi lo conosceranno già! =)

il-cuore-rivelatore
“L’occhio illuminato dalla lanterna”- incisione a puntasecca- Giordka

Il tema principale del racconto è la follia: il protagonista è un uomo di cui non conosciamo nè il nome nè il rapporto che aveva con la sua vittima. Parla rivolgendosi  direttamente a noi lettori, cercando di convincerci di non essere matto, anzi, di essere completamente lucido e sano di mente. Per dimostrarci la sua sanità mentale, ci racconta cosa ne ha fatto del povero signore che viveva insieme a lui. Si trattava di un vecchio avvocato, di animo gentile e a cui il protagonista voleva anche molto bene. Questo, però, aveva un terribile occhio vitreo dal quale il nostro uomo era terrorizzato. Ogni notte, quest’ultimo, soleva affacciarsi nella camera del vecchio, cercando di illuminarne il volto con un lume per guardarlo dormire. L’ottava notte, però, proprio mentre stava per schiudere la lanterna, il vecchio si svegliò di soprassalto a causa di un rumore, capendo subito di non essere solo. Ciononostante, un’ora dopo, il nostro protagonista decise, a costo di essere scoperto,di aprire la lanterna. Un piccolo fascio di luce ne uscì e andò a cadere proprio sull’occhio maledetto… aperto!  A quel punto…la sua follia fa capolino: che fine farà il povero e dolce vecchietto?

“Se ancora mi giudicate pazzo, più non mi giudicherete tale quando vi avrò descritto tutti gli accorgimenti e le precauzioni da me presi per occultare il cadavere. La notte trascolorava rapidamente e io lavoravo in fretta e in silenzio. “

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