[Recensione] Rebel. Il Deserto in Fiamme – Alwyn Hamilton

Titolo: Rebel. Il Deserto in Fiamme

Autore: Alwyn Hamilton

Editore: Giunti

Genere: Fantasy

Serie: Rebel #1

Anno di uscita: 2015

Ciao a tutti! In occasione dell’uscita in libreria del volume numero due, Il Tradimento, vi propongo la lettura di Rebel. Il Deserto in Fiamme. Ho scoperto questo libro per caso, trovando il seguito tra le uscite di novembre, e la copertina mi ha conquistata. Sarà stato per il globo infuocato sul palmo della mano della ragazza (ho sempre amato il potere del fuoco) o per la sua aria misteriosa… non lo so. Ma dal momento che non mi piace leggere le trame prima, per paura che svelino troppo, questi motivi mi sono sembrati più che sufficienti per iniziare questa nuova saga. Volete scoprire se avevo ragione? 😉

Nella regione desertica del Miraji, dominata da un Sultano assetato di potere, dove le donne hanno il solo scopo di andare in moglie a uomini poligami e padroni, Amani è sicura di volere di più dalla vita e che un giorno riuscirà a scappare e raggiungere la favolosa città di Izman.

“Izman. Non riuscivo a pensare a quella città senza sentire la voce di mia madre sussurrare quel nome con tono carico di speranza, quasi fosse una preghiera. La promessa di un mondo più grande. Di una vita migliore. Una che non terminasse bruscamente e con violenza.”

Così partecipa, travestita da uomo, ad una gara di tiro al bersaglio, sperando di vincere, con la sua infallibile mira, i soldi necessari per scappare. Qui conosce Jin, un misterioso straniero con il quale, senza volerlo, si troverà legata in una fuga per la sopravvivenza, immischiata in una battaglia tra eserciti per il dominio del deserto, circondata da creature mistiche e con poteri sovrannaturali. Riuscirà Amani a lasciarsi tutto alle spalle e trovare la felicità?

“Hai mai desiderato qualcosa con una forza tale da non poterlo più nemmeno chiamare desiderio? Io ho bisogno di andarmene di qui. Ne ho bisogno come ho bisogno dell’aria per respirare.”

RECENSIONE

Rebel. Il deserto in fiamme è un Fantasy dalle caratteristiche esotiche, particolare nel suo genere. Non è tipicamente medievaleggiante, infatti, nonostante si svolga in un’epoca passata, troviamo alcuni elementi più moderni come le pistole e i treni; l’ambientazione poi è immaginaria, ma di chiara ispirazione araba. La storia parte da Dustwalk (e già il nome dice tutto), paesino nel deserto, la cui popolazione sopravvive grazie alla miniera di ferro, con il quale vengono fabbricate le armi, e dove la storia si tramanda di generazione in generazione tramite storielle e leggende orali. Qui vige una società patriarcale e maschilista, dove l’uomo può decidere di sposare diverse mogli e la donna può solo aspirare a diventare madre: è solo un peso, una bocca in più da sfamare, non vale nulla e il marito ha potere di vita e di morte su di lei.

“Quella notte mi aveva detto quello che sempre diceva. Secondo lui non importava dove andassimo, perché niente avrebbe potuto cambiare ciò che eravamo: uno storpio e una ragazza. Se non valevamo nulla lì, perché avrebbe dovuto essere diverso altrove?”

In questo contesto Amani, orfana adottata dalla zia e destinata ad andare in moglie allo zio acquisito, sogna di scappare e di andare a vivere in una città più umana, dove una ragazza non debba arrivare a “doversi vergognare di essere nata femmina”. E come Merida (Ribelle – The Brave), decide di non limitarsi a sognare, ma di prendere in mano la sua vita e riscrivere il proprio destino, partecipando ad un torneo dove, dimostrando la sua straordinaria precisione nel tiro a segno, spera di potersi comprare la libertà. Amani è una ragazza forte e indipendente, che non sopporta gli ordini e con una gran voglia di mettersi in gioco e dimostrare che può essere più di quello che ci si aspetta da lei. Ha una grande forza di volontà ed è impossibile non ammirarla e non tifare per un suo riscatto sociale; se è considerata coraggiosa e valorosa quando è vestita da ragazzo, perché non dovrebbe esserlo (anche di più) quando poi si scopre che è una donna?

“«Le donne hanno menti più deboli degli uomini, e cuori più deboli. […]  Saremmo al sicuro a quest’ora, se non fosse stato per te.» Quelle parole bruciavano. Dopo quasi due mesi trascorsi a guadagnarmi la loro fiducia, era bastato un momento per perderla all’improvviso.”

E poi c’è Jin. Se Amani in un certo senso è, soprattutto all’inizio per via della sua scarsa esperienza, ingenua, credulona e timorosa nei confronti delle divinità (“tutto è peccato”), Jin d’altro canto è consapevole di ciò che lo circonda, ha viaggiato per tutto il regno, sa come comportarsi nelle varie situazioni e sembra l’unico a trattare Amani come una sua pari, riconoscendone il valore. È un personaggio che difficilmente non si farà amare, con la sua sicurezza e il suo alone di mistero, che non verrà svelato fino alla fine e che vi farà fare mille congetture sul suo conto; perfino il suo appellarsi ad Amani con il nome Bandito, derivante dal loro primo incontro a Deadshot, contribuisce a completare un quadro molto ben riuscito.

“Ed ecco di nuovo quel sorriso. Forse io avevo occhi traditori, ma Jin aveva quel genere di sorriso capace di incantare anche il più acerrimo dei nemici; ma era anche un sorriso che mi faceva pensare di conoscerlo da sempre e che insieme avremmo potuto superare tutto.”

In secondo piano, non per questo meno importanti, ci sono poi le dispute politiche, che danno più spessore alla storia. Troviamo un Sultano tiranno, che vuole solo arricchirsi ed avere sempre maggiore potere; un principe ribelle che vuole detronizzare il padre, per poter dare al proprio popolo una migliore qualità di vita; ed infine i gallan, gli stranieri che hanno invaso le terre del Sultano, con la sua autorizzazione, e che sembrano solo capaci di portare morte e distruzione.

Voto:4-stelle

Consigliato: SI

Rebel. Il Deserto in Fiamme è un romanzo che vi catturerà nella sua narrazione veloce e avvincente. Alwyn Hamilton riesce con la sua scrittura a catapultarvi nel deserto, con il disorientamento causato dalla sua vastità infinita, con la percezione della sabbia attaccata alla pelle e del soffocamento provocato dallo sheema sul viso. Amani non è una ragazzina alla ricerca di un’avventura o di vendetta, ma di riscatto e di libertà, ed è facile ritrovarsi nel suo punto di vista. L’unica cosa che non mi ha convinta a fondo è stata l’abbondanza di leggende e nomi inventati, che hanno reso difficile la comprensione della storia almeno in un primo momento, ma alla quale comunque ci si abitua andando avanti con la lettura. Per il resto mi dispiace solo che il libro sia stato troppo breve e che non sia riuscita a sviluppare approfonditamente il legame tra Amani e Jin, ma siamo solo al primo libro quindi spero che la Hamilton mi accontenti con il seguito. Consigliato a chi cerca un Fantasy diverso, non privo di momenti di riflessione.nessie

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