[Recensione] Freddo Come la Pietra – Jennifer L. Armentrout

Titolo: Freddo Come la Pietra

Autore: Jennifer L. Armentrout

Editore: Harlequin Mondadori

Genere: Paranormal Romance

Serie: Dark Elements #2

Anno di uscita: 2015

Link d’acquisto:

Ciao a tutti! Finito un libro se ne inizia un altro… ed ecco perché oggi parlerò di Freddo come la Pietra, il secondo capitolo di Dark Elements di Jennifer L. Armentrout. Penserete: Ma la Armentrout ti paga per scrivere tutte queste recensioni?? In effetti questo sito è ancora un po’ vuoto, eppure questa è già la terza che scrivo sui suoi libri 😆  Che volete farci, mi sono innamorata delle sue storie, quindi aspettatevi a breve anche il mio pensiero sul romanzo conclusivo della saga … Ma per ora ecco di cosa parla Freddo come la Pietra.

TRAMA

Avevamo lasciato Layla a struggersi di dolore per la prigionia di Roth negli Inferi, dopo che si era sacrificato prendendo il posto di Zayne, nella trappola per il demone Paimon. La troviamo quindi due settimane dopo che cerca di tornare alla sua vita normale. Ma Roth non c’è più e nonostante Zayne sia sempre al suo fianco, gli altri Guardiani sembrano tramare alle sue spalle. E quando miracolosamente Roth ricompare, tutto il suo mondo sembra crollarle definitivamente addosso. Nuove minacce sono in agguato e nuovi poteri si risvegliano in lei. Poteri che la faranno dubitare persino di se stessa.

“Che fosse cambiato tutto nel giro di poche ore. Puzzavo come un demone di alto rango. Roth era tornato e stava relativamente bene. Era stato generato un Lilin. A quanto pareva, un orgasmo aveva conseguenze apocalittiche. E a Roth… non era mai fregato niente di me. Per lui ero stata solo un lavoro. E nulla di più.”

RECENSIONE

Come preannunciato dal titolo, se in Caldo come il Fuoco (leggi la recensione qui) il protagonista indiscusso era stato il principe dell’Inferno Roth, in Freddo come la Pietra la Armentrout ha deciso di dare un po’ più di spazio al gargoyle Zayne, per permetterci di conoscerlo e capirlo più a fondo. Come renderlo possibile? Con un inizio alla “New Moon”, Roth entra in scena dichiarando a Layla che non gli è mai interessata, facendo presa sulle sue insicurezze e riuscendo a farsi odiare da lei.

“«Lo sai cosa sono. Te l’ho detto. Desidero le cose belle. Mi piace prendermi cose che non mi spettano.» Poi mi guardò e sorrise con una freddezza che mi fece accapponare la pelle. «Pensavi davvero che tenessi a te? Ti volevo, Layla. Mi annoiavo, e tu eri la distrazione che mi serviva. Tutto qui.»”

Così dopo che non solo Layla, ma tutte noi immagino, abbiamo sofferto per la sparizione di Roth e sperato con ansia nel suo ritorno, il sentimento predominante è la voglia di strozzarlo per aver rovinato tutto e averla spedita inevitabilmente tra le braccia della sua “cotta adolescenziale”. Zayne nel frattempo è cambiato, si è accorto di aver buttato via un sacco di tempo e di occasioni e parte all’attacco del cuore di Layla. La sua venerazione verso di lei è infinita, così come il suo desiderio di proteggerla e l’incondizionata fede nella sua bontà, tanto che finalmente trova il coraggio di tenere testa al padre e alle sue assurde convinzioni, che lo fanno sembrare il vero nemico da combattere.

“Abbot fece un passo avanti, piazzandosi davanti a Zayne, faccia a faccia con lui, e il cuore mi si strinse. «Attento a come mi parli, ragazzino. Sono tuo padre.» Sentii l’impulso irrefrenabile di ridere, immaginandomi il casco di Darth Vader che calava sulla testa di Abbot. Grazie al cielo non lo feci, perché decisamente non avrebbe migliorato la situazione.”

Se da un lato troviamo quindi uno Zayne, che sembra l’incarnazione del bene, dall’altra c’è ovviamente Roth, l’esatto opposto, che dopo avergli salvato la vita non riceve altro che porte sbattute in faccia. Si ok, avrebbe potuto fare un’entrata in scena meno da demone (per non dire altro), ma è chiaro fin dall’inizio che tutto quello che fa è dettato da un qualche motivo, sicuramente non egoistico come lui vorrebbe farci credere. Altrimenti perché lasciare la sua adorata Bambi a Layla? Per tutto il romanzo lo si vede combattuto tra ciò che vorrebbe fare e ciò che crede sia giusto, scegliendo poi ciò che è meglio per lei… vi sembra egoistico? Per il resto Roth è sempre Roth: irriverente, spregiudicato, bello, un inno alla vita e al divertimento.

“Roth però era come un diavoletto che mi stava sulla spalla e mi incitava a comportarmi male e a godermene ogni fottuto momento. Solo che non era un diavoletto. Era il Principe degli Inferi.”

E il premio per il personaggio più insulso va a … Layla! Se nel primo romanzo tutto quello che faceva aveva delle motivazioni, dettate dalla volontà di dimostrare qualcosa agli altri e all’accettazione di sé, qua tutto questo non c’è più, sembra che abbia fatto un passo indietro. Dopo tutta la fatica che Roth ha fatto per farle comprendere la sua metà per così dire “malvagia”, quando scopre di assomigliare sempre più ad un demone, tornano le paranoie e i dubbi sulla propria moralità. Che potremmo anche concederglielo, se non si comportasse come una egoista, incurante dei sentimenti altrui, per tutto il resto del tempo. Il suo passare continuamente da Roth a Zayne, il suo pensare ad uno quando è con l’altro e viceversa, dopo un po’ inizia ad essere fastidioso e frustrante. Perché qualunque sia il tuo preferito, la Armentrout ha creato due personaggi maschili che è impossibile non amare, e vedere come Layla ferisca alternatamente entrambi e come tutti e due tornino sempre come cagnolini da lei non fa piacere. Così tutto ciò che accade tra Layla e Zayne, sebbene sia scritto in un modo tale da farcelo sembrare meraviglioso, sembra quasi tradimento, irriconoscenza e in qualche modo sbagliato nei confronti del Principe. Mentre quando è con Roth, non si può fare a meno di pensare a quanto soffrirà il povero gargoyle, che diciamolo, sembra che Layla stia un po’ usando, a rischio della sua stessa incolumità.

“I rischi erano tanti, ma mentre il mio cuore accelerava mi resi conto che, mezza-demone o no, la vita era comunque piena di rischi e io ero stufa di non vivere… di non provarci neanche. Un appuntamento non poteva essere pericoloso, no?”

Voto:4-stelle

Consigliato: SI

In Freddo come la Pietra la Armentrout è riuscita a mettere nuovamente in discussione tutto. Quando leggi le sue storie, le tue certezze hanno sempre vita breve e sei portata a modificare continuamente il tuo punto di vista e a dubitare di ogni cosa. Come in ogni triangolo che si rispetti, il lettore è portato a tifare per un team piuttosto che per l’altro e con questo romanzo era quasi riuscita a farmi cambiare idea, solo per un attimo e a farmi tifare Zayne. Ma niente da fare, sarà banale, ma sono apertamente schierata per team Roth! Comunque romanticismo a parte, i colpi di scena sono dietro l’angolo, soprattutto nel finale del tutto inaspettato e che mi ha leggermente sconvolta. Non resta quindi che leggere l’ultimo libro per vedere come andrà a finire questa stupenda saga.

“«Layla?» Avrei voluto rispondere, ma non ero più in grado di farlo. Il vuoto mi chiamava e non c’era modo di evitarlo. «Mi senti? Voglio che tu sappia una cosa» disse, con la voce roca e ruvida che sembrava provenire da lontano, ma era ansiosa di raggiungermi. «Ti amo, Layla. Mi senti? Ti ho amata dal primo momento in cui ho sentito la tua voce e continuerò ad amarti. Qualunque cosa succeda. Ti amo.»”

E voi per chi tifate? 😉nessie

 



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