[Recensione] Il Diario di Mr. Darcy – Amanda Grange

Titolo: Il Diaro di Mr. Darcy

Autore: Amanda Grange

Editore: Tre60

Genere: Romanzo

Anno di uscita: 2013

Chi, come me, è una fan accanita non solo della Austen, ma in particolare di Orgoglio e Pregiudizio non può non essersi mai chiesta a cosa pensasse Mr. Darcy durante tutto il romanzo. Non appena ho scoperto l’esistenza di questo libro… non ho potuto fare a meno di prenderlo SUBITO e divorarlo! Ecco qui di seguito la trama.

Fitzwilliam Darcy è l’eroe romantico che da duecento anni a questa parte continua a conquistare il cuore di milioni di lettrici in tutto il mondo. In questa coinvolgente e fedele rivisitazione di “Orgoglio e pregiudizio”, finalmente la storia di Darcy ed Elizabeth viene raccontata dal punto di vista di lui. Per la prima volta abbiamo accesso ai suoi pensieri e sentimenti più intimi, riversati nelle pagine del suo diario, e a tutti quei momenti e quelle situazioni a cui nell’originale si fa solo cenno. All’apparenza freddo e distaccato, Darcy in realtà ha un temperamento passionale: possiamo condividere la sua furia e la sua indignazione nello scoprire il proposito della sorella di fuggire con George Wickham, la sua buona fede nell’adoperarsi per separare l’amico Charles Bingley da Jane Bennet e il suo disgusto nel dover di nuovo aver a che fare con Wickham, che ora insidia proprio la famiglia Bennet. Ma, sopra ogni altra cosa, attraverso le parole di Darcy ripercorriamo la sua storia d’amore con Elizabeth in tutte le sue sfumature, dall’iniziale ostilità all’irresistibile attrazione, dal conflitto interiore fino all’indimenticabile lieto fine.

RECENSIONE

Quando ho iniziato a leggere il libro, in realtà, ero piuttosto scettica: da una parte ero consumata dalla curiosità di rivivere Orgoglio e Pregiudizio dal punto di vista di uno dei miei personaggi maschili preferiti… dall’altro, però, temevo che l’autrice potesse banalizzare o rovinare il romanzo di Jane Austen (anche se impossibile). In realtà sono rimasta piacevolmente sorpresa a fine lettura: si tratta di un libro molto scorrevole, uno di quelli che, quando inizi, finisci dopo tre o quattro ore senza prenderti neanche una pausa per andare in bagno.

Il racconto e gli avvenimenti sono esattamente quelli che ci ha già illustrato la Austen, anche se la storia inizia qualche mese prima dell’incontro fra Elizabeth e Mr.Darcy. L’autrice è inoltre riuscita a rappresentare fedelmente il carattere di Darcy, grazie alle “istruzioni” fornite da Orgoglio e Pregiudizio, rivelandone la natura passionale e romantica, anche se nascosta agli altri dalla sua nota arroganza e superbia. Se, da una parte, Jane Austen ha creato la storia e i personaggi, dall’altra la Grange ci ha fornito la chiave per entrare nella testa di Mr.Darcy e leggerne i pensieri più intimi.

Per chi di voi fosse davvero fan di Jane Austen e decidesse di affrontare questa lettura, bisogna fare una premessa, anche se può sembrare ovvia: non aspettatevi un libro al livello di Orgoglio e Pregiudizio. Il confronto deve essere fatto per forza, trattandosi della stessa storia, ma lo spirito con cui si affronta la lettura deve essere diverso: Il Diario di Mr. Darcy è un romanzo contemporaneo e, sebbene la storia sia sempre la stessa ed alcune conversazioni siano copiate da quelle della Austen, lo stile con cui è scritto è sicuramente diverso.

“Finalmente sono nella mia stanza, insoddisfatto di questa giornata. La mia abituale tranquillità mi ha abbandonato. Mi sono ritrovato a pensare non a quel che devo fare domani, ma a Elizabeth Bennet.”

Nonostante il libro nel suo complesso mi sia piaciuto, due cose non ho apprezzato particolarmente: come l’autrice abbia sviluppato l’idea del “Diario” e l’esasperazione del carattere di alcuni personaggi. Per quanto riguarda l’uso del diario, è sicuramente molto comodo per farci capire la cronologia degli eventi e ci permette di entrare ancora di più nella psiche di Darcy, grazie alla narrazione in prima persona.

“Soffro le pene dell’inferno. Dopo tutte le promesse che avevo fatto a me stesso, dopo tutti i miei propositi, questo è il risultato! Non riesco a credere agli eventi delle ultime ore. Se solo li potessi attribuire a una febbre cerebrale… ma non vi è alcun dubbio che siano accaduti. Ho chiesto la mano di Elizabeth Bennet.”

Allo stesso tempo, però, mi preoccupa un po’ il fatto che Darcy ricordi ogni singola parola delle lunghe conversazioni fatte durante la giornata con così tanta precisione. Non so, forse ha un lieve autismo? Si tratta ovviamente di piccoli particolari ma, a questo punto, avrei forse preferito un po’ più di realismo promuovendo un racconto in prima persona, bocciando l’utilizzo del diario. Nel caso del carattere dei personaggi, invece, già in Orgoglio e Pregiudizio alcuni personaggi avevano delle particolarità ben accentuate, perciò non penso fosse il caso di accentuarle ulteriormente. Lydia Bennet per esempio, che Jane Austen ci dipinge come una ragazzetta sciocca che non si preoccupa di niente se non di se stessa e degli ufficiali, nel Diario di Mr. Darcy, ad un certo punto, sembra quasi trasformarsi in una potenziale “delinquente”. Caroline Bingley, che già in Orgoglio e Pregiudizio è palesemente alla ricerca di attenzioni da parte di Darcy, in alcuni punti della Grange decide di mettere la propria dignità da parte e perseguitarlo apertamente ovunque egli vada, diventando quasi ridicola.

Oltre ad enfatizzare il carattere di personaggi già esistenti nel libro di Jane Austen, Amanda Grange ne crea di nuovi. Si tratta di personaggi insulsi, utili solo a far capire al protagonista quanto la sua Elizabeth sia diversa dalle altre. Penso fosse una bella idea quella di far incontrare a Darcy altre signorine in società per cercare di dimenticare Elizabeth dopo il rifiuto ricevuto… ma non ho apprezzato molto il fatto che fossero tutte descritte come donne superficiali e stupide.

«Vi piace forse disegnare?» «Non molto», ha risposto. «C’è qualcosa che vi piace fare?» ho domandato, con una nota di esasperazione. Mi ha rivolto uno sguardo più animato. «Oh, sì, certo che c’è. Mi piace giocare coi miei gattini. Ne ho tre: Macchia, Toppa e Striscia. Macchia ha una macchia nera, ma per il resto è tutto bianco. Toppa ha una toppa bianca sul dorso e Striscia…» «Lasciatemi di indovinare. Ha una striscia?» «Ma come, lo avete visto?» mi ha chiesto meravigliata. «No.»

Sinceramente avrei preferito vedere Darcy interfacciarsi con ragazze che avessero un po’ più di spessore perchè, in ogni caso, Elizabeth sarebbe sempre e comunque rimasta “la sua Elizabeth”.

Ho apprezzato un po’ di più  la fine del racconto. La Grange, infatti, non s’è limitata a terminare la storia nel momento in cui Orgoglio e Pregiudizio finiva, ma ha messo un po’ del suo e ci racconta anche della vita matrimoniale con Elizabeth.

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