[Recensione] Dreamology – Lucy Keating

Titolo: Dreamology

Autore: Lucy Keating

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Romantico Contemporaneo

Anno di uscita: 2016

Ciao a tutti! 🙂 Oggi vi parlerò di Dreamology di Lucy Keating, che stranamente non fa parte di nessuna saga (ebbene si, avete capito bene!). I sogni hanno sempre avuto un certo fascino su di me e, soprattutto grazie a Giordka, sono diventata una di quelle che quando si svegliano, se hanno sognato qualcosa di strano, vanno subito a cercarne su internet il significato… anche se molto spesso le interpretazioni sono del tutto assurde! (E ancora più spesso non mi ricordo niente 😆 ) Per questo motivo non potevo lasciarmi sfuggire un libro del genere. Ma vediamo subito di cosa parla!

TRAMA

Ogni notte Alice fa dei sogni davvero interessanti: gira il mondo in mongolfiera, cavalca elefanti rosa e visita musei. L’unica costante di tutti questi sogni è Max, che sogna fin da quando era piccola, che le è stata affianco nei suoi momenti più tristi e del quale con il passare degli anni si è innamorata. Max è il ragazzo dei suoi sogni, ma non è reale. Almeno così Alice ha sempre pensato, fino a che non si trasferisce a Boston e, nella sua nuova scuola, incontra Max. Ma non è il Max che si aspettava: è scontroso, non sembra riconoscerla e ha un’altra fidanzata. Dopo aver vissuto un amore da sogno, come può Alice accontentarsi della realtà?

“Max è sempre stato il ragazzo che si prende cura di me. Che mi mette al primo posto. […] Adesso, invece, mi sento malissimo. Vederlo ogni giorno ed essere trattata come se non esistessi. Osservarlo insieme a un’altra persona come se non fossi mai esistita prima di lei.”

RECENSIONE

Dreamology è un libro che tratta il tema del sogno come potentissima forma di evasione dalla realtà. Alice, infatti, è una ragazza con una vita e un passato complicati: quando era piccola sua madre è partita per lavoro, per studiare le scimmie in Africa e non è più tornata, lasciandola con un padre che non è mai riuscito a superare la separazione. La bambina si è quindi ritrovata completamente sola e gli unici momenti di felicità sono stati quelli in cui sognava… in cui sognava Max.

“Ovviamente so perfettamente che può sembrare una cosa da pazzi essere innamorati di qualcuno che non si è mai incontrato, di qualcuno che non è neppure reale. Ma dato che non ricordo un’epoca durante la quale non abbia sognato Max, può essere difficile cogliere la differenza. I luoghi dei nostri incontri cambiano, e anche le storie, ma Max è la costante che mi accoglie in ogni sogno con il suo sorriso malizioso e il suo gran cuore. Lui è la mia anima gemella.”

Così quando poi finalmente lo incontra non può credere ai suoi occhi: i suoi sogni si sono realizzati, vorrebbe correre da Max e abbracciarlo, non lasciarlo più. Ma quello che si trova davanti non è il Max divertente, rilassato, sicuro di sé, che lei tanto ama, bensì un Max inspiegabilmente ostile (in modo quasi sospetto), controllato, estremamente razionale, che ha passato la vita a costruirsi un futuro, a compiacere i genitori e che non è disposto a buttare tutto all’aria per una cosa che non esiste.

“«Mi dispiace». Fa un passo in avanti come se volesse toccarmi, ma poi si blocca. «Non posso tornare a vivere nei miei sogni, Alice. Ho lavorato troppo duro per la mia realtà». «Anche se i tuoi sogni sono proprio qui davanti a te?»”

Ha una fidanzata, Celeste, una ragazza così buona e perfetta che risulta impossibile da odiare, segno che per lui i sogni non erano altro che una distrazione, un modo per evadere da una triste realtà che non lo ha risparmiato neppure da piccolo.

I caratteri molto diversi di Max e di Alice finiscono quindi inevitabilmente per scontrarsi: il modo in cui le persone si comportano nella realtà non sempre rispecchia quello che sono a livello di subconscio. E se Max è molto razionale e con i piedi per terra, al contrario Alice è una sognatrice (in tutti i sensi!), che ricerca la magia e l’avventura anche nella vita di tutti i giorni, che non si accontenta di vivere una vita comune. È consapevole di avere un dono e non è come le eroine con superpoteri che piagnucolano perché vorrebbero essere normali (e che non ho mai tanto capito): ha qualcosa che le rende le giornate più felici e non ha alcuna intenzione di rinunciarci. È inoltre caparbia e molto determinata, sa quello che vuole e non molla finché non lo ottiene.

“«Ma era mio!», alla fine grido. «Era mio. Lo è stato per anni. Per tutta la vita è stato mio. Il mio migliore amico, il mio ragazzo. Il mio compagno. Non posso semplicemente schiacciare il tasto “off”»”

Quello che leggiamo in Dreamology potrebbe essere visto come un percorso di crescita che affronta Alice che, come una moderna Alice nel paese delle Meraviglie, deve riuscire a diventare grande, a lasciare andare il rifugio del mondo dei sogni e imparare a vivere nella realtà, trovando anche qui uno scopo, un motivo per poter essere felice.

“Solo non capisco perché tutti vogliate così disperatamente che io sappia tutto. Chi sono, cosa voglio fare. Ho solo sedici anni. Perché dovrei sapere tutto? Da quando una ragazza di sedici anni dovrebbe possedere le chiavi del futuro?”

I sogni si alternano continuamente alla realtà e vengono descritti in modo assolutamente dettagliato e preciso, ma anche sconclusionato e sconnesso, in modo del tutto “realistico”: i luoghi, anche quelli più bizzarri, scorrono e si susseguono senza sosta; persone conosciute, magari incontrate proprio durante la giornata, compaiono svolgendo i mestieri più improbabili; anche le sensazioni che si provano durante un sogno, come quella di sforzarsi senza riuscire a raggiungere l’oggetto di interesse, vengono descritte in maniera familiare, esattamente come succede veramente ad ognuno di noi.

Voto:3-5-stelle

Consigliato: SI

Dreamology è una lettura sicuramente intrigante, dove i confini tra sogno e realtà sono estremamente labili, tanto che spesso non riusciamo a comprendere razionalmente dove comincia uno e finisce l’altro. Interessanti sono anche le spiegazioni scientifiche che ci vengono talvolta proposte sul funzionamento della psiche umana, del cervello e ovviamente dei sogni. Un altro punto a favore è dato poi dai personaggi secondari che ho apprezzato quasi più dei protagonisti: troviamo Oliver, l’amico-che-vorrebbe-essere-qualcosa-di-più, divertente e sprezzante delle regole; Sophie, la migliore amica estremamente leale e che dice sempre quello che pensa; e il padre, intelligente e riservato, pronto a fornirci qualche nozione da neuroscienziato nei momenti più improbabili.

Di contro, non sono riuscita ad apprezzare appieno i due protagonisti, non sono riuscita a capirli forse… chissà. Ma i tira e molla continui mi sono sembrati insensati, le motivazioni spesso vuote. Inoltre per quanto mi sia piaciuta davvero tanto l’ambientazione (soprattutto quella onirica), ho trovato la trama un po’ priva di avvenimenti e di azione. Non era noiosa, anzi, e volevo davvero continuare a leggere per saperne di più, ma arrivata alla fine mi ha dato come l’impressione che fosse successo un po’ poco. Il che è un peccato perché avevo un sacco di aspettative per questo libro. È stata comunque una lettura piacevole ed interessante che mi sento di consigliare agli amanti dei romanzi romantici.

“I sogni sono tutto ciò che abbiamo? Mi acciglio. No, non sono tutto ciò che abbiamo. Abbiamo ben più di questo. Abbiamo gli amici e le persone care e la vita reale. Abbiamo persone che contano per noi, persone reali, e, di conseguenza, ciò che facciamo ha importanza per loro. Contano su di noi. Almeno è così per me.”

E voi l’avete letto? Fatemi sapere se vi è piaciuto 🙂nessie

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15 pensieri riguardo “[Recensione] Dreamology – Lucy Keating

    1. Sì i sogni sono una cosa bellissima, sono il motivo per cui viene voglia di andare a dormire. Purtroppo spesso non riesco proprio a ricordarli, ma mi sono accorta che se leggo prima di andare a dormire, i sogni poi sono più vividi 🙂 un mondo senza sogni sarebbe davvero molto più triste! nessie

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    1. Sinceramente mi sarei aspettata di meglio dato il tema tanto promettente, soprattutto nel finale che si è concluso un po’ frettolosamente forse. E’ comunque una storiella carina e originale, che non ti prende troppo tempo, e che consiglio di leggere così per curiosità 🙂 nessie

      Liked by 1 persona

  1. Ciao Nessie!
    Concordo con te riguardo alla parte finale del romanzo, ma penso sia proprio un libro il cui andamento è lento quindi non mi aspettavo i fuochi d’artificio alla fine!
    Di certo, è uno di quelli che anche io consiglierei ed è stata una lettura piacevole.
    Bella recensione ❤
    Angela.

    Liked by 1 persona

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