[Recensione] Spada di Vetro – Victoria Aveyard

Titolo: Spada di Vetro

Autore: Victoria Aveyard

Editore: Mondadori

Genere: Fantasy

Serie: Regina Rossa #2

Anno di uscita: 2016

Ciao a tutti! 🙂 Come preannunciato eccomi qua a scrivere la recensione di Spada di Vetro, la cui lettura mi ha tenuta impegnata per una settimana buona e del quale mi è stato difficile esprimere un giudizio fino alla fine. Il capitolo precedente, Regina Rossa, mi era piaciuto abbastanza (se te la sei persa, puoi trovare qua la recensione ) e avevo delle aspettative abbastanza alte, che purtroppo non sono state soddisfatte del tutto. Vediamo insieme perché!

TRAMA

Il suo sangue è rosso – come quello della gente comune – ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un’arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. Tutta la corte la considera un’eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe – e prima ancora l’amico – che l’ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un’eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri. Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere. Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? O la slealtà e il tradimento subiti l’avranno indurita per sempre?

RECENSIONE

In Spada di Vetro, troviamo Mare e Cal che, riusciti a sfuggire all’esecuzione, sono stati trovati dalla Guardia Scarlatta, alias i Ribelli. Ma il neo-re Maven ormai sa tutti i loro segreti, dalle loro basi alla lista dei Novisangue; quello che non sa, e che nessuno si sarebbe mai immaginato è che i Ribelli hanno seguaci e risorse pressoché illimitati. Comunque, se da un lato Mare viene trattata dai ribelli con diffidenza, per via della sua diversità, ma il colore del sangue e la sua lealtà la rendono una di loro, Cal viene trattato come un nemico e messo in isolamento in una prigione che blocca i suoi poteri: il suo passato e il suo lignaggio sono un pericolo per i Rossi, in un mondo in cui il tradimento è dietro l’angolo.

Il bello di questo libro, come lo era stato lo scorso, è infatti il clima che riesce a creare: un clima di sospetto, dove il tradimento può arrivare da chiunque, da un fratello, da un amico, da un conoscente. E per questo, sia il lettore sia Mare, sono portati a non fidarsi di nessuno; ma se per caso questo avviene, se si pensa che questa volta non potrà succedere niente di male… beh ci si accorge di aver commesso un errore! Nulla è da dare per scontato, nulla è banale o come ci si aspetterebbe (soprattutto all’inizio del libro) e questo è sicuramente un punto a favore.

In Spada di Vetro troviamo una Mare molto diversa rispetto a quella che avevamo lasciato in Regina Rossa: già devo dire che non ero entrata tanto in sintonia con la protagonista nel primo libro, dove la sua vita aveva avuto una svolta inattesa che chiunque pagherebbe per avere e lei stava lì a lamentarsi. Ora invece la troviamo consapevole delle sue straordinarie capacità, convinta di essere un’arma potente ed ambita e credendo per questo di valere più di altri, facilmente sacrificabili al posto suo… ma abbassa la cresta ti prego!!

La mia abilità è il bene più prezioso che ho, malgrado mi allontani da chiunque altro. Ma per il potere, il mio potere, sono disposta a pagare questo prezzo.

È diventata arrogante,  fredda e calcolatrice; certo si è assunta l’arduo compito di trovare tutti i Novisangue e salvarli dal destino di morte che Maven ha riservato loro, e questo sicuramente basta a stressarla e mandarla fuori di testa. Ma il suo credere di essere sempre migliore degli altri e sopra le parti, di poter giudicare le persone in base al colore del sangue, quando le gesta peggiori spesso è proprio lei a compierle… Insomma spero che in futuro le entri un po’ di sale in zucca perché così è riuscita solo ad allontanare tutti, inclusa me: anche se da una parte posso discolparla per tutto quello che ha dovuto passare, dall’altra l’ho trovata davvero antipatica, e questo forse ha frenato a tratti la mia lettura.

Il cuore di Mare è diviso in due tra Maven e Cal per i quali nutre un odio misto ad amore che non riesce a spiegare né ad estinguere. Maven è stato al suo fianco per tutto il libro precedente, credeva di aver trovato in lui un alleato, un amico, ma si è rivelato essere un impostore, che per tutto il tempo ha finto di essere qualcuno che non è, e che ora è diventato il tiranno sanguinario che aveva segretamente progettato di diventare. E nonostante sia l’unico personaggio – insieme alla madre – davvero cattivo (a meno che la Aveyard non ci riservi sorprese… con lei non si può mai sapere), Mare è ossessionata da lui, così come Maven risulta inspiegabilmente preso da lei.

Voglio distruggere il mostro che Maven è diventato. Ma quando m’immagino di ucciderlo, una parte di me ripensa al ragazzo che credevo fosse. Continuo a ripetermi che non era reale: il Maven che pensavo di conoscere e a cui tenevo era solo una fantasia, cucita su misura per me. Elara ha trasformato il figlio in una persona che io potessi amare e ha fatto davvero un ottimo lavoro. In un certo senso, quel ragazzo che non è mai esistito mi perseguita più di tutti gli altri fantasmi.

Cal d’altro canto è l’unico personaggio del libro che è riuscito ad entrarmi nel cuore: è un Argenteo (dalla parte dei cattivi lo so), ma fin dal primo libro non sono riuscita a considerarlo tale. Il suo destino è sempre stato quello di succedere al padre sul trono, ma una volta che questo è stato usurpato dal fratello, costretto a scappare da una sentenza di morte per tradimento ed omicidio, si ritrova solo, in mano ai nemici e tutto ciò in cui ha sempre creduto e per cui è stato educato non ha più importanza. In questo libro Cal fa una pena tremenda, viene sminuito e maltrattato da tutti, prima tra tutti la Aveyard, che non è sempre generosa nelle sue descrizioni. Ma lui è solo quello che è stato indotto ad essere fino dalla nascita; sì, è un Argenteo, ma almeno fa sempre quello che crede razionalmente giusto, e soprattutto in questo libro si mette in discussione più volte, mostrando una crescita, che in altri personaggi non si nota. E forse è per questo che spesso Mare sembra scordarsi dei suoi pregiudizi quando è con lui.

Ripenso alla sua stanza nella Casa del Sole, ai libri e ai manuali di guerra ricolmi di appunti sulle sue strategie preferite. Ora come allora, mi danno il voltastomaco. Mi fa schifo Cal e mi faccio schifo anch’io, perché mi sono dimenticata chi sia lui veramente: non solo un principe o un soldato, ma un assassino. In un’altra vita, magari, sarei stata io a marciare verso la morte a causa sua, oppure i miei fratelli, o Kilorn.

Voto:3-5-stelle

Consigliato: NI

Spada di Vetro aveva tutti i presupposti per essere un bel fantasy come lo era stato Regina Rossa, con i suoi tradimenti, i colpi di scena, la scoperta dei nuovi poteri e le avvincenti dinamiche di questa guerra civile, che diventa ogni giorno che passa più agguerrita che mai. Eppure, fatta eccezione per la parte conclusiva, che a mio parere ha tirato un po’ su l’intero libro, l’ho trovato un po’ lento e un tantino monotono, sia con la faccenda del cercare i Novisangue sia con le vicende interne dei personaggi, che non mi facevano capire dove la Aveyard volesse andare a parare. Insomma mi è sembrato un libro di transizione, di preparazione al capitolo conclusivo, che spero sarà molto più esaltante di questo.

Sperando quindi in un finale con il botto, mi sento di consigliare questa saga a chi cerca un fantasy, dove il bene e il male si confondono e si mescolano, dove anche i buoni sono capaci di azioni terribili e i cattivi sono più umani che mai.

Una volta pensavo che il sangue fosse in assoluto la cosa più importante al mondo, la linea di demarcazione tra buio e luce, uno spartiacque indiscutibile, invalicabile. Rendeva gli argentei esseri potenti, freddi e brutali; inumani, in confronto ai miei fratelli rossi. Credevo che quelle creature non avessero nulla a che vedere con noi, incapaci com’erano di provare dolore, rimorso o affetto. Ma gente come Cal, Julian e persino Lucas mi hanno dimostrato quanto mi sbagliassi. Sono umani proprio come noi, pieni di paure e speranze come noi. Certo, non sono privi di colpe, ma questo neanche noi. Neanch’io.

Allora che ne pensate? L’avete letto o lo avete in programma? Non ne conoscevate l’esistenza? Fatemi sapere tutto 🙂nessie

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