[Recensione] The Dragonfly – Alexandra Castles

Titolo: The Dragonfly

Autore: Alexandra Castles

Editore: Self (Amazon)

Genere: Distopico – Apocalittico

Serie: Fiori Rossi #1

Anno di uscita: 2016

Buongiorno a tutti!! 🙂 Oggi vi parlerò di un romanzo distopico che mi ha veramente colpita ed emozionata. Si chiama The Dragonfly ed è il primo della saga Fiori Rossi della scrittrice emergente Alexandra Castles, del quale ci è stata inviata una copia gratuita e per questo non smetteremo mai di ringraziare! Non mi aspettavo, infatti, di trovare un racconto così originale e ben scritto e sono davvero davvero contenta di averlo scoperto (meglio tardi che mai XD ). Vediamo quindi insieme di cosa parla The Dragonfly 😀

TRAMA

Los Angeles 2029.
La popolazione mondiale è stata decimata dalla siccità e dal “Fiore Rosso”, un nuovo ceppo virale con sintomi simili alla febbre emorragica. Alaska ha visto da vicino quelle escrescenze dai bordi frastagliati simili a fiori, li ha seppelliti in giardino assieme ai corpi consumati dei suoi genitori e di sua sorella Lucy. Circondata solo da morte e senza cibo, parte alla ricerca dell’unica persona che le è rimasta in vita. In un viaggio pieno di incognite conoscerà per la prima volta l’amicizia, l’amore, ma anche l’egoismo di uomini disposti a tutto. Dalla piaga del virus sorge un male altrettanto letale: Alaska rimane intrappolata in un mondo dove conta soltanto la legge del più forte e i cui abitanti sono ossessionati da progetti malvagi portati avanti con cieca dedizione. Ce la farà a sopravvivere? Riuscirà a salvare le persone che le sono entrate nel cuore? La libellula è il simbolo che la protagonista ha scelto di farsi tatuare sulla pelle, un segno di coraggio e libertà: esprime il suo proposito di rimanere se stessa e non permettere ad altri di disporre della sua vita. È un libro intrecciato di sentimenti: parla di crescita, di amicizia e di un amore più forte delle paure e delle responsabilità che ci portiamo appresso. Da leggere tutto d’un fiato. Crescere è doloroso ma necessario per sopravvivere in un mondo ostile e insidioso, e Alaska lo dovrà imparare in fretta.

RECENSIONE

The Dragonfly ci trasporta avanti nel tempo, in un futuro non troppo lontano, dove a causa del passaggio di una cometa chiamata l’Angelo della Morte, si è verificato un drastico innalzamento delle temperature, con conseguente diminuzione dell’acqua e delle risorse, ed estinzione di diverse specie vegetali ed animali. Il tutto ha provocato un abbassamento radicale delle condizioni di vita dell’uomo, tanto che, con la comparsa di un virus, chiamato Fiore Rosso, che ha trovato il via libera nelle scarse difese immunitarie dell’umanità ridotta ormai in ginocchio, si è verificata una scia di morti senza confronti.

Come spesso accade in questi casi, i pochi superstiti, quelli apparentemente immuni alla malattia, impazziscono, perdono ogni scrupolo, ogni traccia di umanità; il loro unico scopo è la sopravvivenza, per la quale sono disposti a pagare qualunque prezzo: mentire, rubare, uccidere. E così le strade sono ormai deserte, popolate solo da cadaveri e dalle rovine dei vecchi edifici e strutture urbane; nessuno esce, i vivi restano segregati in casa, razionando il possibile, e attendendo la morte, ad opera della fame e della sete.

“La violenza e il saccheggio dilagavano in città da quando, negli ultimi mesi, l’esercito e lo stato avevano smesso di occuparsi di noi, cessando di distribuire le tessere per il cibo e l’acqua potabile. Gruppi di disperati, disposti a tutto, vagavano per le case armati di coltelli, mazze o pistole in cerca degli ultimi viveri, in una spietata lotta per la sopravvivenza.”

In questo pazzesco contesto troviamo Alaska, una ragazza di soli 17 anni che ha visto morire uno dopo l’altro tutti i suoi familiari per via del Fiore Rosso. È rimasta sola ed impaurita, ossessionata dal ricordo della malattia e dalla sua impotenza di fronte ad un male così grande, che non è riuscita ad affrontare coraggiosamente. Non ha molta esperienza della vita al di fuori delle mura di casa, entro le quali ha sempre vissuto e studiato, ma è molto tenace e, non avendo niente a trattenerla, è decisa ad andare alla ricerca del fratello, trasferitosi in un’altra città prima della diffusione del morbo. La sua più grande forza è la speranza, che la spinge ad andare avanti, a cercare di guadagnarsi la vita che merita e a sfuggire ai pericoli e alle difficoltà.

“Mi ripetevo in continuazione che la vita è qualcosa di prezioso per tutti ed io non vi avrei rinunciato facilmente. Anche se trascinavo le mie giornate in preda alla paura e le notti con il terrore nel cuore, lo spirito di sopravvivenza mi faceva andare avanti un minuto dietro l’altro.”

Ma Alaska è anche molto altruista, buona e generosa, e sono queste sue caratteristiche che la faranno incontrare tre compagni di viaggio improvvisati, che la disperazione e la voglia di vivere, legheranno con un vincolo di profonda amicizia e lealtà. La prima ad entrare in scena sarà Ines, una ragazza davvero tosta, cresciuta da suo padre come un maschiaccio, è capace di stendere ogni malintenzionato che le si presenti sulla strada; sa sparare, tirare pugni e riparare motori. È coraggiosa, ma anche disillusa ed individualista, convinta che in questo mondo bisogna pensare solo a se stessi se si vuole sopravvivere, ma ben presto scoprirà che è l’unione a fare la forza.

Subito dopo compaiono i due ragazzi Alex e Sam, due ex militari con una missione segreta, amici da sempre e legati da un passato comune. Sam è il tipico bonaccione, pauroso e spiritoso, che sa come tirare su il morale agli amici (quello sacrificabile insomma… o almeno ho questa impressione dal primo momento che è comparso! Speriamo di no!). Alex invece è il tipico ragazzo, misterioso e affascinante, che se ne sta sulle sue, pieno di segreti e con un passato doloroso e probabilmente oscuro. È un leader nato, sa come uscire dai problemi ed è molto intelligente e pratico.

Dal primo momento che si vedono, tra Alex e Alaska scoppia la scintilla, in modo fin troppo evidente e forse un pochino scontato: lui sembra ricollegarla ad una donna del suo passato; lei, che non è quasi mai uscita di casa in vita sua, trovandosi davanti uno come Alex se ne innamora immediatamente (e chi non lo farebbe XD ). Ma nel complesso mi ha dato l’impressione che l’innamoramento avvenga in maniera un po’ frettolosa e quasi forzata, pur con un risultato piacevole e interessante da seguire nei suoi sviluppi.

Voto:4-5-stelle

Consigliato: ASSOLUTAMENTE SI

The Dragonfly è stato una meravigliosa sorpresa; partendo subito a mille, con uno stile quasi spietato, riesce a trasmetterti tutta la sofferenza e la disperazione della protagonista. Con le sue descrizioni brevi, ma allo stesso tempo molto vivide, la Castles riesce a trasportarti a Los Angeles, in mezzo ai cadaveri e alla distruzione, riuscendoti a trasmettere uno stato d’ansia e di allerta, come se lo stessi vivendo in prima persona. Ho trovato inoltre davvero interessante il periodico cambio di punto di vista, che ci porta lentamente a conoscenza del passato di Alex e ci fa vedere i fatti sotto una luce diversa, pur non rendendo per questo la narrazione frammentata o interrotta.

La scelta di un futuro disastrato così ravvicinato al nostro presente, rende il tutto più realistico e ti permette di vedere le cose con un occhio più critico, facendoti riflettere sull’importanza di quei beni che diamo per scontati, ma che non sono infiniti, e che per questo vanno preservati e non sprecati.

Insomma, davvero una rivelazione, che mi sento di consigliare a tutti gli amanti dei distopici e post apocalittici, in cerca di mistero e, perché no, un po’ di romanticismo. Ed ora non resta che attendere con trepidazione il seguito!!


E mentre aspettiamo il seguito, vi segnalo che sul sito potete trovare scaricabile gratuitamente la novella prequel, dove abbiamo la possibilità di leggere di Alaska, prima e durante la comparsa del virus. Vedremo come cambierà la sua vita e quella degli abitanti di Los Angeles e come sarà costretta a crescere velocemente di fronte alle difficoltà. Non mancheranno scene commoventi e allo stesso tempo di disperazione. Da non farselo sfuggire, per completare un po’ il quadro del primo libro, o per decidersi a leggerlo 😉

“Quando non mi aggiravo per la casa come un animale ferito o non mi occupavo di Lucy, passavo il tempo osservando tra le assi il nostro quartiere che riprendeva vita. In un certo senso. All’improvviso, tra quelle mura che sembravano abbandonate da anni cominciarono a udirsi fievoli lamenti, che con il passare dei giorni si tramutarono in grida atroci.”


Allora che ne pensate? Lo avete già letto? Vi ho incuriosito? Ditemi tutto 😀

nessie

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5 pensieri riguardo “[Recensione] The Dragonfly – Alexandra Castles

Non tenerti tutto dentro! :)

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