[Recensione] The Program – Suzanne Young

Titolo: The Program

Autore: Suzanne Young

Editore: De Agostini

Genere: Distopico

Serie: The Program #1

Anno di uscita: 2015

Ciao a tutti! 🙂 Oggi vi parlerò di uno degli ultimi distopici che ho letto e che racconta di uno dei futuri peggiori che si riescano ad immaginare. Non è apocalittico e l’umanità non è a rischio estinzione diciamo, eppure vi assicuro che non vorreste mai e poi mai vivere in un posto come questo, che fa quasi a gara con Panem. Il libro che ho appena letto si chiama The Program, primo capitolo dell’omonima saga ideata da Suzanne Young; vediamo quindi cosa racconta!

TRAMA

Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. E stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.

RECENSIONE

The Program è ambientato in un futuro non specificato, ma non troppo lontano, dal momento che tutto è all’incirca uguale ad ora. In quest’epoca però un’epidemia di depressione ha colpito la popolazione più giovane e i suicidi tra i minori di diciott’anni sono all’ordine del giorno. Non ci vengono date molte informazioni a riguardo e non si sa da cosa sia partito il fenomeno, tutto è abbastanza misterioso. Ma per combattere la malattia, il governo ha istituito il Programma, un’organizzazione finalizzata all’individuazione dei soggetti malati e alla loro cura. Ma come curare la depressione? Semplice: eliminando la memoria e con essa il ricordo del dolore, in modo da poter incominciare una nuova vita da zero.

Da quando il Programma è attivo, i giovani che sono stati curati sono risultati sani al 100% e tra loro non si è più verificato alcun segno di cedimento. Il Programma ha ottenuto numerosi consensi anche in altre nazioni che hanno deciso di prenderlo ad esempio e i genitori sono dichiaratamente molto soddisfatti, al punto che al minimo segnale di debolezza sono loro stessi a chiamare le autorità per far curare i propri figli. Assurdo che non si accorgano della bestialità della cosa. I giovani che escono dal Programma sono infatti svuotati, senza una storia, senza la solita vitalità: dimenticando l’origine della loro depressione sembrano felici, in uno strano modo, ma dimenticando chi sono stati, sembrano altre persone, hanno perso la loro individualità.

“«Siamo stati insieme» dice lui, in tono un po’ compiaciuto. «Niente di serio, ma ti hanno portato via quel ricordo. Cos’altro hanno preso? Non lo vedi cosa sei? Sei vuota. Non sei niente. E io preferisco essere morto che diventare come te.»”

Sebbene gli adulti sembrino ciechi di fronte alla realtà, questa non sfugge ai giovani, che per non essere denunciati al Programma cercano di apparire forti, nascondendo ogni debolezza, ogni dolore. Ma facendo così quella che li attende è una vita di repressione, senza valvole di sfogo, fino a che il dolore non diventa troppo grande da sopportare e si esplode. Il Programma è riuscito a creare un clima di sospetto e di terrore, dove per scampare alla eliminazione dei propri ricordi si preferisce la morte, andando quindi ad alimentare l’epidemia dei suicidi, in un circolo vizioso del quale non si riesce ad intravedere la fine.

“«Ho preso il QuikDeath. Perché non c’è più niente da fare. Non ci libereremo mai del Programma, e anche quando saremo liberi, chi ci dice che non cambieranno le regole? Che non verranno a prenderci da adulti? Mio cugino…» continua, e gli vengono le lacrime agli occhi. «Si è ammazzato ieri. Aveva ventun anni, Sloane. Significa che l’epidemia sta evolvendo.» «O forse si è solo suicidato» ribatto, con un nodo allo stomaco.”

In questo fantastico contesto troviamo Sloane e James, una coppia di innamorati diciassettenni, che dalla morte del fratello di lei, si sono ritrovati a farsi forza a vicenda e a sognare il momento in cui, raggiunta la maggiore età, potranno scappare da questo mondo corrotto. Sloane è una ragazza sensibile e sola, che dopo aver perso fratello e amici, sa di non potersi fidare nemmeno dei suoi genitori, che la guardano con sospetto ogni volta che mostra un minimo segno di cedimento; d’altronde, dopo aver perso un figlio, farebbero di tutto per non perdere anche l’altro, persino segnalarla al Programma. Inizialmente la vediamo debole, spaventata, capace solo di rifugiarsi nelle braccia di James per essere consolata; ma quando le cose iniziano a farsi difficili, la vediamo crescere velocemente e diventare tenace e decisa a resistere, per non far vincere il sistema.

James invece è il classico adolescente perfetto dei libri, intrepido, divertente ed in preda agli ormoni. È coraggioso e sempre pronto a difendere i suoi amici e soprattutto Sloane, che ama più di ogni cosa. Si considera un ribelle e affronta silenziosamente il Programma, che non gli permette nemmeno di piangere i suoi cari, tatuandosi i loro nomi sul braccio.

“«Ogni mattina penso: “Questo sarà il giorno in cui mi ammalo. Il giorno in cui mi segnaleranno, e gli istruttori verranno a prendermi.” E non voglio alzarmi dal letto. Invece mi alzo… perché non posso lasciarti da sola.»”

Voto:4-5-stelle

Consigliato: ASSOLUTAMENTE SI

The Program ha dalla sua tutti gli elementi alla base di un grande distopico, come il senso di oppressione e la voglia di cambiamento, all’interno di un futuro che apparentemente è stato creato apposta per realizzare la migliore forma di governo possibile, debellando ogni male della società, ma che all’opposto crea solo sofferenza. La Young è riuscita a raccontarci la sua storia con uno stile molto fatalista, dove sembra che nulla riuscirà mai a modificare le cose, per quanto ci si possa sforzare, e questo crea uno stato di inquietudine e di rassegnazione davvero forti nel lettore. Sono rimasta sconvolta da quello che accade nel libro, da quello che lentamente si scopre di questa società, e non ho potuto fare a meno di rimanere incollata alle pagine, inorridita e allo stesso tempo ipnotizzata da ogni singolo episodio.

Davvero un libro ben riuscito, una serie con tantissima potenzialità, che non vedo l’ora di continuare e che mi sento di consigliare a tutti!

E voi l’avete letto? Cosa ne pensate?

nessie

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7 pensieri riguardo “[Recensione] The Program – Suzanne Young

Non tenerti tutto dentro! :)

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