Teaser Tuesday #32

Buongiorno a tutti! 🙂 Oggi è martedì, il che significa… Teaser Tuesday!

Le regole sono queste:

  1. Prendi il libro che stai leggendo;
  2. Aprilo ad una pagina a caso;
  3. Condividi un estratto di quella pagina;
  4. Occhio agli spoiler! Assicurati di non dire troppo: non rovinare il piacere della lettura;
  5. Riporta titolo ed autore, così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro TBR list se sono rimasti colpiti dal teaser.

Semplice no? E tutti possono partecipare.

Se poi l’estratto vi è piaciuto, cliccando sull’immagine verrete riportati su Goodreads in modo da poter leggere la trama e nel caso aggiungere più velocemente il libro nella Wish List 😉

Ed ecco i nostri Teaser Tuesday!


TEASER TUESDAY DI NESSIE

forever

Da Forever (The Book of Ivy #1) di Amy Engel (2016)

Ed ecco perché celebriamo la giornata del matrimonio: coloro che provengono dalla fazione perdente offrono in spose le loro figlie sedicenni ai figli di coloro che hanno vinto. C’è una seconda giornata in cui si celebrano le nozze, a novembre, quando i figli della fazione perdente sposano le figlie di quella che ha vinto. Ma quel giorno è più cupo, le figlie più preziose della nazione costrette a sposare dei ragazzi di rango inferiore sotto un tetro cielo invernale.
La teoria dietro la pratica dei matrimoni combinati è duplice: le persone non vivono più a lungo come accadeva prima della guerra e avere prole sana è un proposito più difficile di quanto lo fosse in passato. È importante che si procrei, quanto prima tanto meglio. La seconda ragione è anche più pragmatica: il padre del presidente Lattimer era abbastanza intelligente da sapere che la pace è durevole solo quando la parte più scontenta ha ancora qualcosa da perdere. Facendo sposare le nostre figlie con i loro, si è assicurato che ci pensassimo due volte prima di insorgere. È un sistema per neutralizzare il tuo nemico, è completamente un’altra cosa quando il nemico ha il volto di tua figlia, quando l’uomo che abbatti è il tuo stesso nipote. La strategia fin qui ha funzionato, infatti siamo rimasti in pace per due generazioni.


TEASER TUESDAY DI GIORDKA

la straniera

Da La straniera (Outlander #1) di Diana Gabaldon (2003)

Mi voltai verso la pietra spaccata e feci un passo, poi un altro e un altro ancora. Mi fermai, feci un giro su me stessa e provai nell’altra direzione. Un passo, poi un altro e un altro e, prima ancora che mi rendessi conto di aver deciso, eccomi già a metà della discesa, a incespicare precipitosamente tra le zolle, scivolando e cadendo tra le falde detritiche. Quando raggiunsi il cottage, con il respiro corto per la paura che se ne fosse già andato, mi rassicurò la vista di Donas, impastoiato, che brucava lì vicino. Il cavallo sollevò la testa e mi lanciò un’occhiata ostile. Camminando in punta di piedi, aprii la porta. Era nella stanza sul davanti, addormentato sopra una stretta cassapanca di quercia. Dormiva disteso sulla schiena, come al solito, le mani incrociate sul ventre, la bocca leggermente aperta. Gli ultimi raggi di sole provenienti dalla finestra dietro di me gli miniavano il volto come una maschera metallica; le tracce argentee delle lacrime seccate scintillavano sulla pelle dorata, mentre l’ispida barba color rame emanava un cupo bagliore. Rimasi a guardarlo per qualche istante, piena di indicibile tenerezza. Muovendomi più silenziosamente possibile, mi distesi accanto a lui sulla stretta panca e mi rannicchiai contro il suo corpo. Lui si girò verso di me nel sonno come spesso faceva, abbracciandomi a cucchiaio contro il suo petto, la guancia appoggiata alla mia testa. Cosciente solo a metà, allungò la mano per scostarsi i miei capelli dal naso; lo sentii sobbalzare all’improvviso, quando, svegliandosi, si rese conto della mia presenza, dopodiché ci sbilanciammo e cademmo insieme a terra, con Jamie sopra di me. Non c’era il benché minimo dubbio che fosse reale, in carne e ossa. Gli spinsi un ginocchio contro l’addome, con un gemito di protesta. «Togliti da lì! Non posso respirare!» Lui aggravò invece la mia carenza d’aria baciandomi a lungo, in profondità. Ignorai temporaneamente la mancanza di ossigeno per concentrarmi su cose più importanti. Restammo abbracciati per molto tempo senza parlare. Alla fine lui mormorò «Perché?», con la bocca affondata nei miei capelli. Lo baciai sulla guancia, umida e salata. Sentivo il suo cuore battermi contro le costole, e non desideravo nient’altro che starmene lì per sempre, senza muovermi, senza fare l’amore, a respirare semplicemente la sua stessa aria. «Ho dovuto farlo», risposi, con una risatina un po’ tremula. «Non sai quanto ci sono andata vicino. I bagni caldi l’avevano quasi avuta vinta.» E poi piansi, e tremai anche un poco, perché la decisione era ancora così fresca, e perché la gioia che provavo per l’uomo tra le mie braccia era mescolata a un dolore lacerante per l’altro uomo che non avrei rivisto”


TEASER TUESDAY DI LILLI-J

funny girl

Da Funny girl di Nick Hornby (2014)

Dire addio a suo padre era stato difficile. Lui aveva paura di essere abbandonato e lei lo capiva, ma questo non l’aveva fermata. Sul treno che andava a sud, non sapeva se a turbarla di più erano il dolore e la paura del padre o la propria spietatezza: non era mai stata lì lì per ripensarci, nemmeno una volta. Dire addio a Aidan invece era stato facile. Lui era parso sollevato e le aveva detto che lei, ne era certo, lo avrebbe messo nei guai, se fosse rimasta a Blackpool. (La primavera dopo si sposò con un’altra, che mise nei guai per quindici anni.) E anche Londra era facile, a condizione che non ci si aspettasse troppo. Si trovò una pensione accanto a Euston Station, pagò tre giorni di alloggio con i suoi risparmi, andò in un ufficio collocamento e trovò lavoro al Derry and Toms di Kensington High Street, al banco dei cosmetici. A quanto pareva bastava chiedere una versione inferiore della vita condotta prima e Londra te la dava. E a Londra non importava di dov’eri, a condizione che non ti dispiacesse sentire il tabaccaio e il conducente dell’autobus farti il verso tutte le volte che aprivi bocca. Certe volte altri clienti e altri passeggeri erano invitati a unirsi alle risate. Una ragazza di nome Marjorie, che lavorava alle scarpe da donna, le offrì una stanza doppia a Earl’s Court, molto più vicino al grande magazzino, e lei accettò, per poi scoprire che Marjorie avrebbe condiviso la stanza con lei. Adesso si sentiva ancora più religiosa: Lucille Ball l’aveva trasformata in una specie di martire dell’ambizione. La finestra della cucina dava sulla ferrovia e, quando passava un treno, dal telaio cadeva sul pavimento la fuliggine. A Londra quasi tutto lo stipendio lo spendeva in cibo, affitto e biglietti d’autobus. Marjorie era sola esattamente come Barbara e non andava mai da nessuna parte, così stavano molto spesso insieme. Si cibavano di minestra in scatola e pane tostato e non avevano mai abbastanza monete da sei pence per la stufa a gas. Lei non poteva guardare Lucy perchè non aveva il televisore, così la domenica pomeriggio la nostalgia di casa si acuiva. Il pensiero che se fosse stata ancora a Blackpool avrebbe trascorso il pomeriggio a rimpiangere di non essere a Londra non migliorava la situazione. Riusciva solo a farle sentire che non sarebbe stata felice da nessuna parte. Ogni tanto si fermava a guardare le vetrine delle agenzie di collocamento, ma pareva che nessuno avesse bisogno di un’attrice televisiva comica. Certe notti, a letto, piangeva in silenzio la propria stupidità. Che cosa aveva creduto che le sarebbe successo?


Cosa ne pensate? Li avete letti? Vi ispirano? Scriveteci il vostro estratto 🙂

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4 pensieri riguardo “Teaser Tuesday #32

Non tenerti tutto dentro! :)

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