[Recensione] La Figlia di Odino – Siri Pettersen

Ciao a tutti 🙂 Se anche voi come me valutate come prima cosa la copertina, allora probabilmente non prenderete mai in considerazione questo libro! Ma di solito mi baso anche molto sul titolo e, da amante della mitologia, ho deciso di dargli una possibilità. Il libro di oggi è La figlia di Odino primo volume della saga fantasy della scrittrice norvegese Siri Pettersen. E voi riuscite a non valutare un libro dalla copertina? 😉

Titolo: La figlia di Odino

Autore: Siri Pettersen

Editore: Multiplayer Edizioni

Genere: Fantasy

Serie: Raven Rings #1

Anno di uscita: 2017

Link d’acquisto: 

TRAMA

Nella serie Raven Rings i classici elementi della letteratura fantasy vengono reinventati. Non troverete profezie, dragoni o spade magiche. Certamente c’è la magia ma questa parola non compare mai nei testi. La protagonista è piena di risorse, vive emarginata e come una selvaggia al nord. Non è una “prescelta” e non ha poteri speciali. In realtà, ciò che la distingue dagli altri è proprio questa mancanza di capacità soprannaturali che invece gli altri posseggono.
Immagina di essere privo di qualcosa di cui tutti gli altri dispongono. Qualcosa che rappresenta la prova della tua appartenenza a questo mondo. Qualcosa di talmente vitale, che senza di esso sei una nullità. Una piaga. Una leggenda. Un essere umano.
Hirka, che ha quindici inverni, all’improvviso apprende di essere una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. È disprezzata, odiata e scacciata da tutti. Non riesce più a trovare una propria identità, e qualcuno la vuole eliminare affinché tutto ciò rimanga un segreto. Ma ci sono cose ben peggiori degli esseri umani e Hirka non è l’unica creatura ad essersi introdotta attraverso i portali…

RECENSIONE

La figlia di Odino racconta di un mondo in un universo parallelo, abitata da creature in tutto simili agli umani, se non fosse per la coda da leone e per la capacità di evocare, ovvero entrare in contatto con la terra per poter fare magie. È un mondo molto complesso, quasi medioevale, dove la società è governata dal Veggente, una sorta di divinità onnisciente, che altri non è che un corvo. Il corvo è considerato un animale sacro, tanto che è segno di grande riconoscimento quando il corpo di un defunto viene dato in pasto a questi uccelli. A fianco del Veggente troviamo il Consiglio, costituito da esponenti delle più antiche famiglie, uomini e donne nei quali il Dono è molto forte, che prendono le decisioni più importanti per il paese, ovviamente sotto la guida del corvo. Ci sono poi altre figure che si scoprono piano piano andando avanti nel libro come il Kolkagga, i Guardiani e così via, ma tutto viene svelato lentamente, dandoti la possibilità di assimilare tutte le nozioni necessarie senza fretta, rendendo l’atmosfera misteriosa e al tempo stesso quasi mitica.

La protagonista indiscussa del libro è Hirka, una ragazzina che ha perso la coda quando era ancora molto piccola e per questo è sempre stata guardata con diffidenza dai suoi coetanei e nominata Senzacoda. È ribelle e spericolata, sofferente verso le convenzioni sociali e per questo fa e dice sempre quello che vuole, prendendosi delle libertà che spesso rischiano di metterla nei guai. Ha sempre vissuto con il padre spostandosi di città in città, lontana dagli sguardi e dalle attenzioni della gente ed ignara della sua vera natura.

Hirka si scopre infatti essere una figlia di Odino, un essere che si credeva essere presente solo nelle leggende e nel folklore locale, considerato il marciume, e capace di contaminare e uccidere le persone normali. Questa credenza è così radicata nella cultura e nell’educazione delle persone, che perfino lei stessa farà fatica ad accettarsi per quello che è, una volta venuta alla luce la verità. E quando si troverà sola, la paura di essere scoperta e uccisa per via della propria natura diventerà la costante della sua esistenza, portandola ad una fuga infinita.

“La girò sulla pancia e le fece scorrere la mano lungo la spina dorsale, lì dove avrebbe dovuto esserci la coda. Il Veggente doveva sapere che lui non era una persona che dava retta alle chiacchiere delle comari, ma quella bambina parlava da sola: non apparteneva alla stirpe di Ym.
Tu sei il marciume.
Fissò le proprie mani come se si fossero già putrefatte.”

Il punto di vista di La figlia di Odino, si alterna poi tra altre 2 figure, tra cui Rime, appartenente ad una delle famiglie più potenti e destinato a prendere parte al Consiglio una volta pronto. Ma il ragazzo, convinto della corruzione della società, proprio a partire dall’organismo che la comanda, decide di voltare le spalle ad un destino di agi e di superiorità sociale al quale è stato abituato fin dalla nascita, per diventare un soldato al servizio del Veggente, cosa che gli causerà non pochi problemi. Proprio questa volontà di ribellione lo ha avvicinato fin da piccolo ad Hirka, facendolo diventare amico/rivale di questa ragazzina dai capelli rossi, l’unica che aveva il coraggio di trattarlo alla pari. Ma nemmeno lui conosce la vera natura della sua amica…

“Se lo ricordò così come l’aveva visto vicino all’Abisso. Di ritorno dopo tre anni, soltanto per venire a prendere Ilume. Un guerriero. Una guardia. Con la spada e le mascelle rigide. Un uomo adulto. Così bello che si era inferocita. Inferocita perché era tornato. Perché era diventato più alto di lei. Inferocita nei confronti del Rito, e di tutto ciò che rappresentava. La distanza tra di loro era diventata più grande dell’Abisso. E ora lo era ancora di più.”

Infine troviamo il punto di vista di Urd, un personaggio controverso, sicuramente oscuro, con qualche piano malvagio misterioso. Sembra avere una sorta di legame con Hirka e sicuramente sa più di quello che lascia intendere, ma anche in questo caso tutto verrà svelato a tempo debito. Quando la narrazione passa attraverso il suo punto di vista, lo stile sembra cambiare radicalmente e diventare molto più adulto, più dark, cosa che ho apprezzato molto perché è riuscito ad aumentare la tensione e il senso di smarrimento che si prova ad un primo impatto con questa storia.

Voto:4-stelle

Consigliato: SI

La figlia di Odino è un fantasy davvero particolare, in grado di far passare la normalità per diversità, e la magia come cosa di tutti i giorni. Non smetterò mai di ripetere che la copertina è davvero super inquietante (per iniziare a leggerlo dovevo aprirlo dal fondo!), ma allo stesso tempo penso che alla fin fine riesca a riassumere bene il concetto e lo stile del libro. Non stiamo parlando infatti di un romanzo per ragazzini, ma un racconto adulto, maturo, dai risvolti dark, talvolta un po’ macabri (non a caso viene venerato un corvo!).

Il ritmo è piuttosto lento, molto descrittivo, ma non è stato troppo un fastidio: si alternano scene adrenaliniche che ti fanno divorare le pagine, ad altre un po’ più statiche, dove si viene immersi nei misteri di questo mondo, facendoti scoprire le cose piano piano al momento più opportuno. Se siete in cerca di una lettura leggera, allora non è il libro che fa per voi: fino a metà ho fatto fatica a capire di preciso il sistema e le figure importanti del romanzo, ma con un po’ di curiosità e di pazienza alla fine tutto torna. E grazie all’alternarsi di tre diversi punti di vista riusciamo a non perderci nulla (anche se alcuni personaggi sono dannatamente bravi a non lasciar trasparire i propri piani!).

Parliamo ora del tratto romance, presente, ma soltanto sullo sfondo. Il legame tra Hirka e Rime è chiaro fin dall’inizio del libro, essendo che i due si conoscono già da diversi anni, e questo mi ha provocato due sensazioni iniziali non troppo positive, ma che ho avuto modo di modificare: la prima un po’ di delusione, perchè sembrava che la Pettersen volesse toglierci il piacere del vedere nascere l’amore, e la seconda di irritazione perché per quanto si conoscessero non avevamo idea di fino a che punto e sembrava dirigersi verso una cosa troppo affrettata. Ma come nel resto del libro con un po’ di pazienza tutto si risolve e, grazie a numerosi flash back, ogni cosa viene alla luce e scopriamo come la loro unione, nata dalla rivalità, abbia avuto modo di svilupparsi e crescere in modo naturale e perfetto. Inoltre trovo che la sua importanza all’interno del libro sia assolutamente proporzionata: secondaria, ma presente ed interessante, senza andare ad oscurare tutto il resto.

Insomma un libro davvero originale, che merita di essere letto, anche se bisogna armarsi di tempo e di pazienza. Mi dispiace solo che il titolo mi abbia un po’ fuorviata, dal momento che mi aspettavo una parte più consistente di mitologia nordica; ma chissà magari nel prossimo… con un finale così può accadere di tutto!!


Ed ora ecco la copertina, sempre inquietante, e la trama del secondo volume Il marciume che uscirà in libreria il 17 maggio 2018!

Immagina di essere braccata in un mondo ignoto. Sei senza identità, senza famiglia, senza soldi. Tutto ciò che hai è un cacciatore di teste, un nato da una carogna, e un’orribile, crescente consapevolezza della tua identità. 

Hirka è prigioniera di un mondo morente, divisa tra cacciatori di teste, nati dalle carogne e la nostalgia di Rime: per rivedere il suo amico sacrificherebbe ogni cosa. Nel nostro ambiente urbano è un bersaglio facile. Ma la lotta per la sopravvivenza non è nulla rispetto a ciò che accadrà quando prenderà coscienza della propria identità. La fonte del marciume ha agognato la libertà per mille anni. Una libertà che soltanto Hirka può dare.

Per i più impazienti, al link un’anticipazione del primo capitolo 😉


Che ne dite? Sono riuscita a convincervi? Lo avete già letto? Fatemi sapere 🙂nessie

 



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10 pensieri riguardo “[Recensione] La Figlia di Odino – Siri Pettersen

    1. Ahaha davvero?? Beh i gusti son gusti!! Essendo una fifona che si impressiona facilmente, per me è stata davvero una sfida leggerlo; ma se una è un pochino più abituata immagino possa anche colpire positivamente 😀 Sono contenta di averti incuriosita 🙂 Spero ti piaccia come è piaciuto a me!!

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