[Recensione] Rebel. La Nuova Alba – Alwyn Hamilton

Ciao a tutti! 🙂 Oggi vi parlerò del romanzo che ha segnato la fine di una stupenda saga fantasy, un po’ diversa dal solito, dai tratti esotici, con una protagonista dotata di poteri straordinari e alla ricerca dell’agognata libertà che le è stata negata fin dalla nascita. Una saga che vi stregherà con il suo ritmo serrato e la sua magia legata alle antiche tradizioni orientali. Sto parlando di Rebel. La nuova alba di Alwyn Hamilton, arrivata da noi come i due precedenti volumi in anteprima mondiale. Se non avete mai letto i primi due libri potete trovare qui e qui le mie recensioni. Altrimenti ecco cosa ne penso di questo finale strepitoso 😉

Titolo: Rebel. La Nuova Alba

Autore: Alwyn Hamilton

Editore: Giunti

Genere: Fantasy

Serie: Rebel #3

Anno di uscita: 2017

Link d’acquisto: 

TRAMA

Fuggendo dal suo sperduto paesino nel deserto, mai Amani avrebbe immaginato di unirsi a una ribellione e tanto meno di prenderne da sola il comando. Ma quando il sanguinario Sultano del Miraji imprigiona il Principe Ribelle nella mitica città di Eremot, non le rimane altra scelta. 
Armata solo della sua infallibile mira, della sua intelligenza e dei suoi poteri Demdji, Amani guida lo sparuto esercito dei ribelli in una missione attraverso le distese implacabili del deserto, per soccorrere i compagni. 
Ma quando vede proprio coloro che più ama mettere a repentaglio le proprie vite per affrontare Gul e soldati nemici, si chiede se davvero è lei la leader di cui hanno bisogno o se invece non li stia guidando tutti alla morte. 
Amore, vita, morte, queste le parole chiave delle scelte che la aspettano.

RECENSIONE

Alla fine di Rebel. Il tradimento, molti ribelli erano stati catturati, tra cui Ahmed il principe ribelle, che tutti credono morto, anche se noi sappiamo non essere tale, dopo che Imin, la Demdji capace di assumere le sembianze altrui, aveva segretamente preso il suo posto nell’esecuzione. In Rebel. La nuova alba troviamo quindi una situazione disperata: i ribelli non hanno più un leader, gli stranieri stanno tentando l’assalto di Izman, ma il sultano per proteggersi ha fatto erigere dalla figlia scienziata un muro di fuoco impenetrabile, che non permette a nessuno di entrare né di uscire. Amani si è fatta carico della conduzione del manipolo di ribelli rimasti, in assenza di Ahmed e di Shazad, ma non è assolutamente facile per una come lei cresciuta in un piccolo paesino sperduto e costretta a crescere velocemente per salvarsi la vita in continuazione. Senza contare che la ferita infertale precedentemente al fianco non vuole saperne di guarire, rendendola incapace di sfruttare appieno il suo potere sulla sabbia.

“Ormai avevo preso parte a numerose battaglie in nome della ribellione. A volte avevo avuto paura, altre non avevo provato nulla perché ero troppo concentrata a salvarmi la pelle. Ma la rabbia che sentivo quella sera era una novità. Nasceva dalla parte oscura della mia anima, che era più vecchia di me. Era antica come la mia stirpe, come il deserto. Era il nostro deserto, non il loro, anche se intendevano attraversarlo con i propri eserciti e prenderne possesso siglando accordi e alleanze.”

A parte la ferita debilitante, troviamo in questo libro un’Amani che non si da mai per vinta, che continua a sperare e a dare il massimo in tutto quello che fa. Si troverà più volte davanti a bivi, dove

sarà costretta a fare scelte molto difficili (che a solo ripensarci mi viene male), ma ormai è una donna, e nonostante il dubbio che la perseguiterà sempre, cercherà di mettere da parte l’egoismo, e la vecchia Amani, in nome del bene del popolo del Miraji e della vittoria della ribellione.

“Era una pessima idea, lo sapevo, ma mi era capitato spesso di non agire seguendo il buon senso e mi era sempre andata bene. Però questa volta poteva essere diverso: era una pessima idea di proporzioni epiche. Cos’altro potevo fare? Respirai a fondo e cercai di non pensarci troppo, mentre oltrepassavo la barriera di fuoco.”

Tutti gli altri personaggi li ho trovati molto secondari questa volta: tutto ciò che dovevamo sapere lo abbiamo già scoperto nei libri passati, e il focus va interamente su Amani, sulla sua crescita e sulle sue scelte, che metteranno a repentaglio più volte la sua vita. Avremo a che fare da vicino con i Djinni, le divinità del deserto, con i loro poteri e i loro giochetti mentali, che scompiglieranno tutte le certezze e tutte le scelte di Amani, complicando continuamente la situazione, ma anche salvandola nei momenti più critici. Peccato solo per il ruolo marginale che ancora una volta è stato assegnato a Jin: inutile dire che fin dal primo libro mi è entrato nel cuore, con la sua forza e la sua dolcezza, e al solo sentirgli dire dopo poche pagine la parola “Bandito”, non so perché mi sono venuti gli occhi a cuoricino. Ma in fondo è stato giusto così, perché la trama è così ricca che è giusto che tutto il resto passi in secondo piano.

“Era quello che facevamo: sopravvivere a una battaglia per combatterne un’altra, poi un’altra e un’altra ancora, fino all’ultima. E sperare soltanto che altre persone non dovessero vedere altre battaglie, e che prima o poi nel paese avrebbe regnato la pace.”

Voto:5-stelle

Consigliato: ASSOLUTAMENTE SI

Questa saga è ormai una certezza: dopo il crescendo dei primi due libri, mi aspettavo un finale pazzesco e così è stato! A parte un inizio leggermente è più lento, in cui cercavo di riallacciarmi con la storia e ai nomi complicati (capitemi, dopo più di un anno la mia memoria è quella che è!), il libro scorre veloce, senza momenti di stasi, con la tensione e la suspense che aumentano pagina dopo pagina, a causa dei giochi di potere e delle continue scelte che deve compiere la protagonista, che sembrano non portare mai a nulla di buono.

Come ho già detto per i precedenti libri, mi piace davvero molto l’espediente dei racconti che intervallano la narrazione della storia, quasi a volerci riferire una leggenda, dove non compaiono i nomi dei diretti interessati, ma i loro ruoli, dando al tutto un senso di miticità davvero forte. Senza contare che di solito quando arriva il racconto vuol dire che sta per succedere qualcosa di brutto, quindi hai quell’attimo in cui ti si gela letteralmente il sangue nelle vene e metti il turbo per andare avanti e scoprire cosa succederà.

“C’era una volta un ragazzo che veniva dal mare e che si innamorò di una ragazza del deserto.
Quando la incontrò, il ragazzo capì subito che era pericolosa: pistola in pugno e sprezzo del pericolo, in una città del deserto ai confini del mondo. Lei era tutta fuoco e polvere da sparo, il dito sempre sul grilletto.”

Niente infatti è scontato in Rebel. La nuova alba, tutto può succedere e succede. Ormai lo avevamo capito già dal primo libro, ma in questo dobbiamo arrivare ad una fine e si sa, niente si ottiene senza sacrifici. Le ultime pagine sono davvero frenetiche, è impossibile scollarsene, e vi dirò, ho pianto parecchio (cosa che nei libri non mi succede quasi mai). Ma il capitolo conclusivo vale davvero l’intera saga! È pazzesco, perfetto, commovente… non saprei come altro descrivervelo. E quando il libro è finito mi sono sentita come svuotata, con la consapevolezza che un’altra saga stupenda è ormai finita. Ho amato l’ambientazione, la magia, i personaggi, lo stile… tutto!


Insomma una saga da 10 e lode! Voi l’avete letta? Vi è piaciuta? Avete in mente di iniziarla ora che è conclusa? Fatemi sapere 🙂



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