[Review Party] L’estate senza ritorno – Viveca Sten

Buongiorno!! Oggi partecipo al Review Party del romanzo giallo L’estate senza ritorno di Viveca Sten, in uscita proprio in questa giornata nelle librerie edito da Marsilio. Ringrazio tantissimo Sara per avermi fatto partecipare e vi invito a passare anche dal suo e dagli altri blog che troverete in fondo all’articolo 🙂 Ma adesso andiamo subito a vedere di cosa parla!

Titolo: L’estate senza ritorno

Autore: Viveca Sten

Editore: Marsilio

Genere: Giallo

Serie: Sandhamn #5

Anno di uscita: 2018

Link d’acquisto: ➡

TRAMA

Weekend di solstizio a Sandhamn. In occasione della tradizionale festa di mezza estate, le barche a vela affollano il porto e i pontili sono presi d’assalto da gruppi di ragazzi che si riuniscono per celebrare il giorno più lungo dell’anno. Nella folla, nessuno sente la disperata richiesta di aiuto di una di loro, che finisce per accasciarsi sulla riva, priva di sensi.
Anche Nora Linde si prepara a una serata di festa insieme a Jonas, con cui ha iniziato da poco una relazione che l’ha aiutata a gettarsi alle spalle un matrimonio infelice. Ma l’entusiasmo lascia il posto all’angoscia quando Wilma, la figlia quattordicenne di Jonas, scompare e sulla spiaggia viene trovato il corpo senza vita di un suo amico.
Dalla centrale di Nacka a Stoccolma, l’ispettore Thomas Andreasson raggiunge l’isola dell’arcipelago per guidare le indagini e fare luce su una storia ingarbugliata in cui, in un mondo di adolescenti smarriti, ognuna delle persone coinvolte ha la propria versione dei fatti e la propria verità da difendere.

RECENSIONE

L’estate senza ritorno è un giallo ambientato a Sandhamn, cittadina di villeggiatura nell’arcipelago di Stoccolma, dove la scrittrice Viveca Sten trascorre le sue vacanze. Ed è dalla sua esperienza diretta che nasce l’ispirazione per questo libro:

“Questa storia è iniziata durante i festeggiamenti per il solstizio del 2010, quando, a causa di un malinteso, mi sono trovata a passare dal porto molto tardi. Era spaventoso, pieno di ragazzini ubriachi e di agenti di polizia che facevano del proprio meglio per mantenere l’ordine.
Avendo io tre figli, sono rimasta sconvolta.”

Proprio questo risulta infatti il tema centrale del romanzo: la critica verso il comportamento dei giovani di oggi, che sembrano riuscire a divertirsi solo annebbiando il proprio cervello con fiumi di alcool e droghe, fin tanto che dura, lasciando poi quando va bene solo i postumi di una brutta sbornia. E per poterlo fare non si fanno scrupoli a mentire e rubare soldi a genitori ignari di tutto, che sarebbero pronti a difendere a spada tratta l’innocenza del figlio, ma che non si accorgono di nulla, nemmeno quando hanno la verità proprio sotto il loro naso.

Il romanzo ha una struttura particolare, con capitoli molto corti che si succedono con un ritmo serrato, alternando moltissimi punti di vista. Nella prima parte si percepisce un po’ un’atmosfera di attesa, dove ci vengono introdotti la festa, il clima dell’isola e soprattutto tutti i personaggi coinvolti, che sono davvero tanti e appartenenti apparentemente a storie diverse: fin dall’inizio è chiaro che sta per succedere qualcosa, ma tra tutte le comparse non si riesce proprio ad immaginare chi sarà la vittima. Eppure questo senso di attesa si dilunga fin troppo, rendendo la narrazione quasi lenta, senza riuscire più di tanto ad accendere la curiosità nel lettore, che fatica un po’ a tenere il filo della storia.

Nella seconda parte invece, quella tanto attesa dopo il ritrovamento del cadavere, si entra un po’ più nel vivo, e si inizia a familiarizzare con i personaggi coinvolti. A questo proposito molto efficace è stato il modo con cui vengono riportati gli alibi dei sospettati quando vengono interrogati dalla polizia: la Sten ci porta infatti direttamente all’interno dei ricordi dei ragazzi, nelle loro menti, nei loro pensieri, andando a svelare dettagli della loro vita e del loro passato, che magari in una conversazione vera avrebbero taciuto. E così da pedine di Cluedo piano piano iniziano a prendere forma le loro personalità, cominciando ad assumere sfumature più reali, e il lettore, comprendendoli più a fondo, può iniziare a fare le sue elucubrazioni.

Il cambio davvero frequente di punto di vista tra tutti i personaggi coinvolti però è stata una scelta leggermente azzardata: se da un lato infatti, non essendoci troppa azione, è riuscito a rendere il romanzo molto psicologico, riportandoci tutte le sfumature del lutto, con le varie reazioni a seconda delle diverse personalità, dal dolore, ala rabbia, alla paura, che vengono descritte in modo davvero accurato e realistico, dall’altra ha rallentato un po’ il ritmo, facendo tentennare l’ingranamento della storia a causa soprattutto dei numerosi salti tra le vicende dei vari personaggi.

“…non apprezzava quella totale incapacità di controllarsi. Inqualificabile. Il suo dolore non era minore per il semplice fatto che riusciva a tenerlo a bada. Dentro di lui c’era un grido senza fine cui non poteva dare sfogo e che minacciava di distruggerlo. Ma non aveva il coraggio di lasciarlo uscire.”

La figura di Nora in particolare mi ha lasciata un po’ perplessa, i suoi episodi sembrano piazzati nel romanzo in modo un po’ troppo autonomo, quasi a creare una storia nella storia, soprattutto nella seconda parte, interrompendo la narrazione con i suoi pensieri personali: sicuramente essendo uno dei personaggi ricorrenti nella serie della Sten, si riesce ad apprezzare meglio legando poi insieme tutti i romanzi, ma se si legge questo in modo indipendente, la sua importanza è davvero molto ridotta per essere la coprotagonista. Sembra inserita solo per rappresentare il simbolo di madre ideale della scrittrice, della quale riporta sicuramente il pensiero; e alla fine ci lascia con un grande punto di domanda sul suo futuro.

Sicuramente L’estate senza ritorno ha anche molti aspetti positivi: mi è piaciuta moltissimo l’ambientazione, descritta in modo molto evocativo, e l’umanità dell’ispettore Thomas, così come l’intrico del caso, dove ci sono mille sospettati, ma nessuna prova evidente, e i due colpi di scena finali, anche se per una volta il primo lo avevo intuito dai numerosi indizi disseminati per il libro. Eppure solo la mia sincera curiosità per un mistero davvero interessante è riuscita a portarmi a concludere un romanzo che ha fatto un po’ di fatica a coinvolgermi del tutto.

“Essere all’oscuro della verità gli toglieva il respiro. La frustrazione si irradiava nel suo corpo come una sostanza tossica. Non poteva restarsene lì ad aspettare senza fare nulla.”

Voto: 3-stelle


A questo Review Party partecipano anche questi blog, se volete andare a leggere anche altri pensieri 😉

banner_review party_l'estate senza ritorno

Milioni di Particelle

La Stamberga d’inchiostro

Bookspedia

Il salotto del gatto libraio

A tavola coi libri

Chiara in bookland


Ecco qua!! Che ne pensate? Lo conoscevate già? Avete mai letto gli altri libri di questa scrittrice? Fatemi sapere 🙂nessie



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3 pensieri riguardo “[Review Party] L’estate senza ritorno – Viveca Sten

  1. Non sono un’appassionata di gialli scandinavi, quindi ho già dei dubbi sul libro. In più mi dici che la prima parte è pure lenta… ahi…
    Riguardo il “cambio dei punti di vista” o “cambio dei personaggi nell’arco della narrazione”, ti dico che se impari a gestirlo bene è un valore aggiunto del libro.
    Io infatti non riesco a capire quegli autori che necessitano di suddividere la narrazione in base ai personaggi (i famosi capitoli col nome del personaggio e solo il suo punto di vista).
    A presto!

    Piace a 1 persona

    1. Sì a volte può essere un valore aggiunto e a volte mi sembrava anche esserlo, perchè aiutava a capire molto le personalità dei vari personaggi… a volte però soprattutto all’inizio mi ha creato non poca confusione. Probabilmente scomparirebbe questa sensazione ad una seconda rilettura, però è stato un po’ fastidioso🙊 Magari è solo un problema mio che non riesco a gestire troppi personaggi😂

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