[Recensione] Darkest Minds – Alexandra Bracken

Buonasera! Oggi vi vorrei parlare di un libro del quale ho scoperto l’esistenza all’inizio dell’anno, quando ho letto la notizia dell’uscita della sua trasposizione al cinema. Non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma la trama mi ha subito ispirato tantissimo e come immaginate non vedevo l’ora di immergermi nella sua storia. Poi è uscito, quasi contemporaneamente al film, questa estate, in un periodo che non leggevo niente, e l’ho divorato, letteralmente… nemmeno mi ricordavo più come si facesse🙈 Peccato solo per l’enorme delusione che è stato il film! Ma è del libro, Darkest Minds di Alexandra Bracken, che vi parlerò oggi, quindi vediamo subito la trama 😀

Titolo: Darkest Minds

Autore: Alexandra Bracken

Editore: Sperling & Kupfer

Genere: Distopico – YA

Anno di uscita: 2018

Link d’acquisto: 

TRAMA

Quando Ruby si sveglia il giorno del suo decimo compleanno, qualcosa in lei è cambiato. Qualcosa di abbastanza preoccupante da costringere i genitori a mandarla a Thurmond, un brutale campo di riabilitazione gestito dal governo dove sono rinchiusi i giovani come lei. Ovvero, i giovani che sono riusciti a sopravvivere alla misteriosa malattia che ha decimato la popolazione e che da allora sembrano aver acquisito poteri speciali. Ci sono i Verdi, dotati di un’intelligenza eccezionale; i Blu, di telecinesi; i Gialli, che controllano l’elettricità; i Rossi il fuoco e gli Arancioni, come Ruby, la mente umana. Ora Ruby ha sedici anni ed è riuscita a scappare da quell’inferno, ma per lei l’incubo non è ancora finito. Durante la sua fuga, però, incontra un gruppo di ragazzini evasi come lei: Zu, Ciccio e Liam, carisma da leader e decisamente carino. Ma Ruby non può rischiare di avvicinarsi a lui. Sarebbe troppo pericoloso. E, in viaggio verso l’unico rifugio sicuro, ci sono già fin troppi pericoli da affrontare… 

RECENSIONE

Dopo tanta attesa eccomi finalmente con Darkest Minds tra le mani. Lo apro e non rimango delusa. Raccontata da Ruby, una bambina di 10 anni, la storia parte già a mille, con un’atmosfera cupa che preannuncia la tragedia: e infatti veniamo a conoscenza della malattia che colpisce tutti i bambini senza distinzioni razziali né sociali e che provoca inevitabilmente la morte. Ma è chiaro che non è finita qua e infatti tra la gente è il caos e la paura, i superstiti vengono prelevati, si pensa forse per proteggerli. E invece vengono portati in campi dove vengono divisi per colore.

“Avrei voluto vederlo in faccia mentre parlava, perché credo che sapesse – doveva saperlo – che quella minaccia, il bastone tra le ruote del nostro presunto futuro di gloria, non aveva nulla a che vedere con i bambini morti. Sepolti sotto terra o inceneriti, non potevano fare altro che ossessionare i ricordi di chi li aveva amati. Se n’erano andati. Per sempre.
E quella lista di sintomi, spedita a casa dopo essere stata debitamente piegata e pinzata dagli insegnanti, che veniva trasmessa in continuazione al telegiornale mentre i ritratti delle vittime scorrevano in basso sullo schermo?
Il Governo non aveva mai avuto paura dei bambini che rischiavano di morire, né del vuoto che avrebbero lasciato dietro di sé.
Aveva paura di noi, i sopravvissuti.”

Ed è qua che insieme a Ruby veniamo a conoscenza dei poteri che sono stati acquisiti dai bambini superstiti: i Blu hanno doti telecinetiche, i Verdi un’intelligenza sviluppata, i Gialli hanno il controllo dell’elettricità, i Rossi riescono a far esplodere le cose, mentre gli Arancioni possono far fare alla gente quello che vogliono, manipolando le loro menti. Arrivata nel campo, Ruby riesce a farsi passare per Verde, riuscendo così ad evitare lo sterminio che seguirà e che farà rimanere solo i colori considerati più innocui: i Verdi appunto, e i Blu.

Passano sei anni e una Ruby ormai sedicenne e rinchiusa in un campo che sembra proprio quello di concentramento nazista, vive costantemente nel terrore e costretta a subire ogni sorta di maltrattamento. È sola, ha perso tutto, ogni speranza e persino la forza di parlare. Finché non si ritrova immischiata nei piani di una società ribelle che l’aiuterà a scappare e che tempo dopo le permetterà di incontrare 3 ragazzi, anche loro con poteri, due Blu e una Gialla, latitanti e in fuga da un sistema che fa di tutto per catturarli. Scopre così di un posto, una leggenda in verità, dove tutti i bambini possono vivere in pace e sicuri e decide di raggiungerlo.

Conosciamo quindi gli altri protagonisti: Zu, una bambina dolce e spaventata, che essendo Gialla, ha subito i peggiori esperimenti e maltrattamenti, perdendo la capacità di parlare; Ciccio, a tratti scontroso e fin troppo razionale, ma leale ed arguto; e infine Liam, un vero leader, simpatico ed affascinante, capace con il suo entusiasmo travolgente e il suo ottimismo di convincere chiunque a seguirlo, ma anche impavido ed altruista, pronto a sacrificarsi per salvare il mondo e il futuro dei suoi coetanei.

E piano piano scopriamo anche di più di Ruby, che standosene sempre molto sulle sue e diffidente verso tutti, ci svela solo con il tempo il suo passato: a causa dei suoi poteri che non è riuscita a controllare ha fatto cose di cui non riesce a perdonarsi, si considera un mostro e ha paura di sé stessa e del giudizio della gente, per questo finge costantemente di essere qualcuno che non è.

Ma per fortuna c’è Liam, così comprensivo, che anche dopo le peggiori rivelazioni continua a vedere solo il buono nelle persone e nelle loro azioni, evitando ogni sorta di scenata da telenovela e litigio in grado solo di incasinare la storia e una situazione già di per sé critica. Certo questo potrebbe far di lui un grande ingenuo, ma ha anche attirato su di sé ogni mia simpatia!

“«Davvero non mi odi?» sussurrai. «Non hai paura, nemmeno un po’?»
Il suo volto tumefatto si contorse in quello che interpretai come un sorriso. «Sono terrorizzato da te, ma per un motivo completamente diverso.»
«Sono un mostro, sai. Uno di quelli pericolosi.»
«No, non lo sei», mi garantì. «Sei una di noi.»” 😍😍

Finalmente dopo Divergent e Maze Runner ho trovato un distopico degno di questo nome, super emozionante, che è riuscito a catturare la mia attenzione anche quando non stavo sul libro, travolgendomi completamente e lasciandomi con il fiato sospeso fino alla fine (e oltre!). Per alcuni aspetti mi ha ricordato un po’ Wolf, che ho amato anch’esso moltissimo, probabilmente per la storia dei campi, ma anche un po’ per la somiglianza tra i dilemmi interiori delle protagoniste, per la loro difficoltà nell’accettarsi.

In ogni caso bello, bello, bello: ben fatti i campi, stupendi i poteri, ben caratterizzati i personaggi, un’atmosfera da brividi, che ti emoziona in ogni situazione, una storia intricata, ma assolutamente comprensibile fin dalle prime pagine, il non capire mai fino in fondo chi siano i buoni. E il finale… un vero colpo al cuore!! Non so come fare ora, ancora non ci credo! Voglio subito il secondo! Ogni ulteriore parola sarebbe superflua: leggetelo 😉

Voto: 5-stelle


Che ne pensate lo avete già letto? Anche voi siete rimasti delusi dal film? (Vogliamo parlare della scena finale alla Hunger Games?!) Fatemi sapere 🙂nessie



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17 pensieri riguardo “[Recensione] Darkest Minds – Alexandra Bracken

    1. Sì mi ricordo! E non eri stata l’unica, infatti dopo un primo momento avevo perso interesse a leggerlo e non l’ho più fatto… Questo invece è stato uno di quei libri che anche quando lo chiudi non fai che pensarci!! Ti consiglio proprio di darle un’altra chance 😀

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  1. Finalmente una recensione di questo meraviglioso primo capitolo della saga. Io a differenza tua ho visto prima il film perché non aveva mai sentito parlare del libro. L’ho trovato troppo veloce ma mi ha emozionata molto per questo ho subito letto il libro tutto d’un fiato. Mi ha colpita tantissimo per le tematiche e l’atmosfera, che ricorda molto il nazismo. Intensissimo il contrasto tra la vicinanza che si crea tra i protagonisti e la crudeltà e la paura determinate dal sistema e dai campi. Molto realistico il fatto che sia difficile capire chi sono realmente i buoni. Non vedo l’ora che portino in Italia i prossimi volumi!!

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    1. Non posso che essere d’accordo te! L’aria che si respira all’inizio è davvero inquietante secondo me proprio per l’associazione inevitabile che si fa con i campi di concentramento… e amo quando non si riescono ad inquadrare i personaggi fino alla fine, quindi decisamente un altro punto a favore 🙂 Tutt’altra cosa il film, ma ci si accontenta. Per fortuna l’attesa è quasi finita visto che il 30 uscirà il secondo volume😍😍😍

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