[Recensione] La buia discesa di Elizabeth Frankenstein – Kiersten White

Buonasera🐳 Il romanzo di cui vi parlo oggi è stato davvero una bellissima scoperta, di quelli che non mi capitavano tra le mani tra un po’. Mi aspettavo una rivisitazione di un classico ormai noto, perfetto da leggere sotto Halloween, ed invece mi sono imbattuta in una storia che sapeva di nuovo, entusiasmante e coinvolgente. Insomma come avrete capito, La buia discesa di Elizabeth Frankenstein di Kiersten White mi è piaciuto molto e ora vi dirò perchè 😉

Titolo: La buia discesa di Elizabeth Frankenstein

Autore: Kiersten White

Editore: HarperCollins

Genere: Retelling – Thriller

Anno di uscita: 2018

Link d’acquisto: 


TRAMA

La piccola Elizabeth Lavenza non mangiava un pasto decente da giorni e le sue braccia erano coperte di lividi quando il giudice Frankenstein l’ha portata via dall’orfanotrofio e da una vita di maltrattamenti perché diventasse la compagna di giochi di suo figlio Victor, un ragazzino cupo e solitario che aveva tutto, tranne che un amico. Victor era la sua salvezza, l’occasione per sottrarsi alla miseria, e da quel giorno Elizabeth, decisa a non lasciarsi sfuggire l’opportunità di cambiare in meglio la propria esistenza, ha fatto tutto ciò che era in suo potere per rendersi indispensabile. E ci è riuscita: la famiglia Frankenstein l’ha accolta, le ha dato una casa, un letto caldo in cui dormire, buon cibo e vestiti bellissimi. Lei e Victor sono diventati inseparabili. Ma quella nuova, meravigliosa vita ha un prezzo. Con il passare degli anni, Elizabeth ha dovuto imparare a convivere con il temperamento violento di Victor, ad accontentare ogni suo capriccio, ad assecondarlo nei suoi vizi. Perché dietro gli occhioni azzurri e il sorriso dolce si nasconde in realtà il cuore calcolatore di una giovane donna decisa a sopravvivere a qualunque costo… anche quando il mondo che credeva di conoscere sprofonda nelle tenebre.


RECENSIONE

La buia discesa di Elizabeth Frankeinstein è il retelling di uno dei classici più famosi di sempre, di quelli che anche se non li si ha mai letti, si conosce la storia, le tematiche, i personaggi. O almeno così credevo, perchè a quanto pare c’erano milioni di cose che non sapevo e si è rivelato un’inattesa scoperta. Il romanzo è infatti narrato dal punto di vista di Elizabeth, una bambina che a 5 anni viene sottratta alla fame e alla povertà per andare in regalo a Victor, un ragazzino particolare, intelligente, ma con evidenti problemi a relazionarsi con gli altri. Un personaggio sicuramente marginale nella storia originale, in un’epoca in cui le donne non valevano nemmeno lo sforzo di uno sguardo, ma che qui assume una concretezza e una profondità notevoli, tanto da incentrare l’intera narrazione sulla sua evoluzione.

Elizabeth, anche se per poco tempo, ha conosciuto la miseria ed è fermamente decisa a riscattare la sua vita, a trovare la felicità, a non dover mai più ritornare a quella condizione di sofferenza: per questo fin dall’inizio la vediamo concentrata ad essere utile, indispensabile, annientandosi per diventare quello che gli altri vogliono da lei. In particolare deve diventare l’amica di Victor, un personaggio che fin da piccolo sembra racchiudere una grande oscurità, un interesse morboso e macabro per la natura e i suoi meccanismi, incapace di controllare le emozioni ed in particolare la rabbia, sempre pronta ad esplodere da un momento all’altro.

Per non perdere i privilegi acquisiti, Elizabeth diventa di proprietà assoluta di Victor, fa di tutto per coprirlo nei suoi “esperimenti”, gli fa passare qualunque azione pur di renderlo felice e di affermare il suo influsso positivo su di lui. Scopriamo qui la sua natura fredda e manipolatrice, la sua facciata di belle apparenze a nascondere la costante paura di diventare un peso inutile e per questo di essere allontanata, fin tanto che non finisce nella sua stessa rete, innamorandosi del mostro che con le sue bugie sta contribuendo a creare. È il risultato di quello che gli altri cercano di vedere in lei, tanto che lei stessa non riesce più a ricordare chi sia la vera Elizabeth.

“…venivo trattata come una cugina: viziata e istruita in discipline che non si traducevano minimamente nella capacità di badare a me stessa.
Mi avevano salvata dalla povertà e, allo stesso tempo, mi avevano condannata alla dipendenza assoluta. Se il giudice Frankenstein mi avesse cacciata non avrei avuto il diritto di portarmi via nulla. In qualsiasi momento poteva costringermi ad andarmene e sarei ridiventata semplicemente Elizabeth Lavenza, senza famiglia, senza casa e senza soldi.
Non glielo avrei permesso.”

Per quanto riguarda la narrazione troviamo una prima parte che si alterna tra il presente, con una Elizabeth adolescente alla ricerca del suo amato Victor del quale non ha notizie da mesi, e i flashback dell’Elizabeth bambina, fondamentali per comprendere a pieno la psicologia dei personaggi, i loro incontri, i loro passati. La prima parte si può quindi dire che sia più introduttiva, eppure l’atmosfera è già carica di mistero, si respira quella calma potenzialmente disastrosa che precede la tempesta. Sia per quanto riguarda il passato che il presente si intuisce la degenerazione nei molteplici indizi disseminati, si teme per quello che si potrebbe scoprire.

La seconda parte è invece caratterizzata da una maggiore consapevolezza: piano piano tutto sta venendo alla luce, eppure la situazione si è ormai spinta troppo in là per poter essere sanata, si cerca invano di rimediare ai danni e si è pronti ormai al peggio. I personaggi si rivelano finalmente per quello che sono, il ritmo cresce e la tensione sale alle stelle, assumendo sempre più le sfumature di un macabro thriller. Non mancano omicidi, cadaveri, fughe, scontri, il tutto con un’atmosfera tetra e un po’ dark. Peccato solo per il finale così aperto e frettoloso, forse fin troppo fiabesco rispetto al resto, che mi ha lasciato un po’ di insoddisfazione.

Quando si legge un retelling c’è sempre il rischio di “storia già sentita” e probabilmente il fatto che io non avessi mai letto per intero l’opera originale ha contribuito a farmi appassionare maggiormente alla trama. Ma indipendentemente dalle vicende, che a parte alcuni dettagli sono grossomodo quelle del Frankenstein di Mary Shelley, ho trovato che il punto di forza di questo romanzo stia nei personaggi, così vivi e reali, che la White ha saputo rielaborare. Abbiamo un cattivo dalle mille sfaccettature e complessità, dannato dalla sua ambizione e dall’ossessione per la ragazza che crede di amare, e una protagonista sicuramente non facile da comprendere, e nemmeno da apprezzare, soprattutto all’inizio, nella sua ambiguità e nel suo egoismo, ma vittima spesso impotente dell’epoca in cui vive, in cui le donne dovevano solo obbedire e servire.

“«Dovevo salvarti» disse, battendo le palpebre come se mi vedesse e non mi vedesse al contempo.
«Sto meglio.»
«Non sarà sempre così. Un giorno la morte verrà a prenderti. E io non lo permetterò.» Strinse gli occhi a fessura e la voce gli tremò di rabbia e determinazione. «Tu sei mia, Elizabeth Lavenza, e niente potrà portarti via da me.
Neppure la morte.»”

Un romanzo avvincente e a tratti angosciante che riporta in vita un classico sempre moderno, dando nuovo valore alle figure femminili. Un invito ad andare oltre le apparenze, consigliato a tutti coloro che amano la storia della Shelly, ma anche a chi non la conosce ancora, perchè non è mai troppo tardi per un po’ di cultura, in un modo o nell’altro.

Voto:4-5-stelle


Lo avete già letto? Che ne pensate? Io ve lo consiglio sicuramente moltissimo e spero davvero di avervi incuriosito abbastanza da prenderlo in considerazione. Fatemi sapere 😉nessie

 



IMPORTANTE: Siamo iscritte al programma di affiliazione di Amazon. Non è nostra intenzione spingervi in alcun modo a comprare i libri: non è questo l’obiettivo del nostro blog amatoriale. Ma se leggendoci avete trovato qualcosa di interessante e siete intenzionati a comprare il libro, potrete farlo velocemente su Amazon cliccando qui  . In questo modo (senza costi aggiuntivi per voi) riceveremo una piccolissima percentuale che ci aiuterà a portare avanti il blog. Grazie davvero per il sostegno!! 🐳🐳🐳



 

Annunci

12 pensieri riguardo “[Recensione] La buia discesa di Elizabeth Frankenstein – Kiersten White

    1. Sì la cover lo penso anche io! Quella originale fin troppo macabra per i miei gusti, questa invece pur restando in tema è bella 🙂 E il libro se non si fosse capito te lo consiglio molto! Te ne innamorerai promesso ❤

      Mi piace

    1. Ciao!! Io credo proprio di sì! Certo il punto di vista è femminile, ma non è un romanzo rosa che necessita di immedesimazione e che quindi ti sconsiglierei. Al contrario, la mente della protagonista è interessante da analizzare e al centro ci stanno manipolazioni, contromosse, fughe, ricerche, con l’atmosfera piena di suspense che troveresti in un thriller. Se ti piace il genere un po’ tetro e macabro tipico di Frankenstein allora te lo consiglio 🙂 Grazie per la visita, ti auguro una buona serata!!

      Mi piace

Lascia un segno della tua visita! :)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...